un unico volto [spunto da Saramago]

«Qualche volta, come una madre inquieta, anticipando, ma senza averci pensato, inquietudini future, Marta si alzò nel cuore della notte per andare a vedere come stava il padre. […] … ben poco ne saprà della vita chi si rifiuti di intenderlo, le tele in cui si intrecciano i rapporti umani in generale, e quelli di parentela in particolare, soprattutto quelli stretti, sono più complesse di quanto ci sembrino a prima vista, diciamo genitori, diciamo figli, crediamo di sapere perfettamente di cosa stiamo parlando, e non ci interroghiamo sulle cause profonde dell’affetto che vi sia, o dell’indifferenza, o dell’odio. Marta esce dalla stanza e pensa Dorme, ecco una parola che apparentemente non ha fatto altro che esprimere la verifica di un fatto, eppure in cinque lettere, in due sillabe, ha saputo tradurre tutto l’amore che in un certo momento è riuscito a rientrare in un cuore umano. Conviene dire, a delucidazione degli ingenui, che, in materia di sentimenti, quanto più grande sia la parte di magniloquenza, tanto più piccola sarà la parte di verità.» (José Saramago, La caverna, Einaudi, 2000, trad. R. Desti, p. 196)

Mia figlia somiglia molto a mia madre. Purtroppo non si sono conosciute. Ricordo un pomeriggio, ero appisolato dopo un certo lavoro di fatica. Si avvicinò e si chinò su di me, in quell’istante, nel dormiveglia, era anche mia madre (giovanissima mi scodellò al mondo) il suo sorriso. Erano fuse in un unico volto, dolcissimo.

Sempre nei sogni accade di sovrapporre i volti. Ma anche dentro di noi, nel ventre oscuro dell’inconscio, le carte son mischiate, i nessi strani intrecciati. Comparse, visi dimenticati, per un momento tornano in scena, e tanti ruoli son confusi, sovrapposti. Però amare è fondamentale, ogni gelo fa male, schiaccia il cuore.

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meno scrivo, meglio è
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5 risposte a un unico volto [spunto da Saramago]

  1. marcello comitini ha detto:

    Bellissimo pensiero, Diego. La figlia che si china sul padre e il padre che fonde la figlia con la propria madre. Un filo d’amore che unisce il passato con futuro presente. Una proiezione onirica che si prende vita dal reale. Bellissimo a prescindere da quello che hai riportato di Saramago.

  2. poetella ha detto:

    Diego… m’hai fatto ricordare il mio papà che, ormai novantaseienne e quasi …al capolinea, ogni tanto, mentre parlavo, si addormentava.
    E io pensavo Dorme… e me ne rallegravo…

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