live all’Olandese Volante

un bel locale per amanti della musica, che ospita anche musicisti di grande livello, stavolta è il luogo d’una rievocazione per puro diletto, senza grandi pretese, dove io sto a supporto della buona voce di Mattia, grande (e giovane…) amico e amante del blues

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rievocazione alla buona, ma sincera

venti anni fa; non so se amerebbe tutta questa fanfara nazionale; ricordo quando avere i suoi dischi era quasi una roba da cospiratori; detto questo una strimpellatina, nonostante la bronchite, ci vuole; poi stasera vado al solito bar, e anche lì vediamo il da farsi…

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Distinguersi dai francesi.

Fonderò il movimento dei bidet gialli. I francesi, è noto, non sanno cosa sia.

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Quel che è solamente umano

Ciò che apprendiamo dagli animali, è spesso un chiarimento sulle nostre stesse pulsioni, sui nostri sentimenti, sulle nostre gioie e le nostre tristezze. Quel che è solamente umano, propriamente umano, non è gran cosa. Sono schemi, mappe, istruzioni per l’uso, spiegazioni quasi sempre tautologie. La sostanza potente, cangiante, poetica, attinge alla nostra natura animale. Due righette, le ho scritte, chiaro il riferimento al filosofo baffuto. Ma mai sarò elegante come un gatto.

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bellezza femminile

Siccome sto ammalato, sono anche brutto a vedersi. Di politica lasciamo perdere, per carità di patria, visto il periodo. Allora un argomento piacevole, ci vuole. Parliamo di bellezza femminile. È certo che un abbigliamento adatto rende il corpo e il viso d’una donna più attraenti. Probabilmente taluni tessuti, taluni colori, talune sapienti alternanze di decoro e pelle nuda potenziano l’evocazione e perfino il desiderio in ultima istanza. Però una donna veramente bella, bella proprio nelle forme e nei lineamenti del viso per il puro gioco della genetica, è più bella se vestita in modo assai semplice, essenziale. Quasi non le conviene quel gioco di stoffe, decori e quant’altro, si ritrova al livello delle altre. Ma son poche le donne così? Sì sono poche ma tutte devono, se ce la fanno, percepire, afferrare la loro bellezza, amarsi. Questo è il segreto.

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risarcire

Grande rispetto per il giovane, ambizioso, abile politico campano. Un uomo di potere come lui mai leggerà le mie righette, ma una domanda l’avrei, su un punto. «Noi risarciremo i truffati dalle banche». Non per esser avaro, ma perché mai io, come contribuente, dovrei risarcire chi è stato truffato? L’abile e potente giovine politico campano, non si rende conto che se risarcisce, lo fa con i soldi nostri? Comunque, sempre intento ai social alla voga, di certo non verrà a leggermi e, detto fra noi, non ci tengo proprio.

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Altre menti

«Noi abbiamo un cuore, così come loro. Che però ne hanno tre, non uno solo. I loro cuori pompano un sangue verde/azzurro giacché per loro la specie chimica trasportatrice dell’ossigeno è il rame, invece del ferro che rende rosso il nostro sangue. E poi, naturalmente, c’è il sistema nervoso, grande come il nostro ma costruito secondo un piano differente, con un diverso insieme di relazioni fra corpo e cervello.» (pag.93)

Sembra la descrizione d’un alieno, tratta da un romanzetto di fantascienza. E invece è un libro scientifico (con buoni addentellati filosofici). In Italia per i tipi di Adelphi è uscito nel 2018 «Altre menti» di Peter Godfrey-Smith.
La creatura aliena è il polpo. Una forma di vita estremamente lontana dalla nostra, la biforcazione è avvenuta molto ma molto tempo prima di quando non avvenne rispetto ai pesci, agli uccelli e, ovviamente, ai mammiferi. Eppure, nonostante la distanza enorme l’evoluzione ha prodotto un cervello ed un sistema nervoso di notevole potenza. Già sappiamo (chi legge le mie righette conosce il bel vocabolo «corpomente» coniato dal filosofo A.G.Biuso) che corpo e mente sono una struttura unica, inscindibile. Nel polpo questo appare in modo strepitoso. Il cervello è anche distribuito, i tentacoli godono d’una non banale autonomia decisionale. Del resto coordinare un corpo senza scheletro osseo (e senza neppure un esoscheletro), è impresa complessa. Un corpo estremamente duttile che puo’ rimpicciolirsi ed estendersi in ogni direzione, un piano corporeo radicalmente diverso da quello d’ogni creatura dotata di simmetria lungo un asse (pesci, uccelli, umani per esempio). Allora il coordinamento diventa complesso, mutevole, continuo (non vi sono posizioni già determinate da articolazioni e simmetrie). Una mente, quella del polpo, che fa della duttilità e dell’incessante adattamento creativo la sua caratteristica principale.
L’autore è un buon subacqueo e racconta gli incontri, le osservazioni ripetute in un luogo particolare, definito «Octopolis». Un sito al largo dell’Australia orientale dove, per una serie di circostanze, vive una ricca e variegata comunità di queste affascinanti creature. Nel libro sono presenti anche belle immagini fotografiche.
Non che non stupiscano anche i polpi in cattività, se oggetto di studio. E anche in questo caso il dato saliente è la grande duttilità, la capacità di adattarsi a situazioni che in natura non conosce. E la variabilità è notevole anche nel carattere, nella personalità.
Fra gli esempi riportati di parla di Albert, Bertram e Charles (sono i nomi assegnati a tre polpi in laboratorio). I tre stavano ognuno in una vasca, dove apprendevano come nutrirsi azionando un bottone e una leva (c’è da osservare che leve e bottoni in natura non ce ne sono).
Riporto la descrizione di Charles, (pag. 69) piuttosto divertente, tratta da una relazione che l’Autore ci riporta.

«Charles aveva una spiccata tendenza a lanciare getti d’acqua fuori dalla vasca, in particolare in direzione dello sperimentatore. Trascorreva molto tempo con gli occhi fuori dall’acqua e indirizzava un getto contro chiunque si accostasse alla vasca. Questo comportamento interferiva con la pacifica conduzione del test ed era incompatibile con il comportamento di tirare la leva.»

Ovviamente il libro contiene tante altre riflessioni e considerazioni, sulle relazioni fra corpo e mente e sulle complesse vicende dell’evoluzione. Ma per ora ci fermiamo qui. Due giorni fa al mercato del pesce ho visto il corpo adagiato, informe, di un polpo, lucente e senza vita. Aveva ragione Charles.

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