sei chilometri

Sei chilometri per tornare a casa. Mentre si avvicinava al Natale tornava da scuola a piedi ogni giorno. Dal centro città alle case operaie di Melara, erano sei chilometri. Ma finalmente sulla strada di casa, nella cartella, avvolto in bella carta blu, il suo tesoro. I soldi del biglietto del tram li aveva nascosti nelle tasche, mamma non sapeva che andava a piedi. Ma alla fine, se l’era comprato: un bel re magio per il presepe. Babbo non era molto religioso, ma rispettava il bimbo laborioso, il presepe così ingegnoso, perfino la lucina nella grotta (infatti da grande diventò elettricista).

Un ricordo del Natale da parte di mio padre, venendo in macchina dall’ospedale. Ottant’anni fa, ma è come fosse ieri, per lui.

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contro il fiume

I volti in sala d’attesa sono quelli che sono. Volti anziani, che portano i segni del tempo che, qui, in ospedale, si chiamano patologie. In passato ci si sentiva vecchi, più che malati, un po’ come appare naturale l’edera che avvolge un vecchio muro, non una patologia ma un segno, il segno del tempo. In ambulatorio in fondo questi vecchi son venuti con le proprie gambe, molto peggio quelli che vedi passare sui letti a rotelle o puoi immaginare nelle stanze. Qualche parola, perfino qualche battuta d’autoironia, a volte certi vecchi vanno volentieri all’ospedale, forse lì possono scambiare due parole con qualcuno. Fogli, ancora fogli, numeri, ancora numeri, traccia dei tentativi disperati di nuotare controcorrente, contro il fiume della vita e della morte. Fuori, finalmente fuori, col mio vecchio ci fermiamo a bere qualcosa. Forse un bicchiere di vino, una sigaretta (incoercibile il gusto del proibito, ad ogni età), fanno meglio dell’ospedale. Non conta quanto vivi, ma come.

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Pupi

Le proteste dal basso, quasi sempre, sono utilizzate dall’alto.

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cavallo di trolley

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come una donna [musica]

Mistero irrisolto l’emozione che ingenera la musica. Certo una qualche spiegazione in chiave evoluzionistica probabilmente si puo’ investigare. Per esempio l’attenzione a suoni ritmici e distintamente frutto d’una intenzione e non del caso. C’è poi il mistero della personale storia musicale, intima, di ognuno di noi. Le ninne nanne che, all’alba della nostra vita, una voce femminile ci ha cantato, nel contesto del tepore e del dondolìo. C’è sicuramente la componente culturale innnestata in una componente biologica, ontogenetica e filogenetica. Ma la musica non ama le domande, la musica si ascolta, e le armoniche di alcuni strumenti, come la chitarra per esempio, evocano, chiamano, risvegliano qualcosa dentro. Amo la musica come si ama una donna in modo profondo: non la comprendi mai fino in fondo, sì che la ami di più.

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eleganza naturale

Pioggia fitta e sottile, sull’asfalto lucido, eppure sono, senza motivo, felice di far parte della sera. La gatta riposa quieta sul cofano ancora caldo della Citroën, è il suo stile elegante il vero scopo del vivere. Non credo che la poesia ci salverà, ma renderà comunque più elegante la sconfitta.

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C’est la vie et c’est l’Italie.

Dire che il reddito di cittadinanza andrà a chi se ne sta tutto il dì sul divano è una malignità, una falsità. Buona parte dei percettori sarà, invece, gente che lavora duramente in nero e continuerà a farlo. C’est la vie et c’est l’Italie.

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