L’impronta della balena

Fra le amiche che visitano questo blog, alcune scrivono. Per esempio la scrittrice Marina Garaventa e la poetessa/scrittrice Lucia P. (Poetella sul web). Questa volta è un’amica non dell’internet, che frequentò con me (con maggior profitto) il liceo della Spezia.

Versi limpidi, mai ridondanti o compiaciuti. Penna intinta nella compostezza classica (certi studi lasciano il segno…). Ho sempre ritrovato Saffo nei versi dell’amica Silvia A. Una poesia elegante ma intrisa di fragranze autentiche. Tanto per spiegarmi, leggiamo questa poesia dove protagonisti sono i lombrichi, la terra, contrapposti all’umana alterigia.

Terra alla terra

Cade già certa pioggia leggera
dal ventre oscuro delle nubi
sui nostri volti fatti cosa
mischiati alla terra. 

Nutriranno ben altre radici i nostri narcisi…
Saranno i lombrichi a farla da padroni
che abbattono muri di tracotanza
rosicchiano gorgières inamidate di alterigia
e strisciano puliti e lùbrichi
nell’humus che tutti pareggia. 

Amata terra ubertosa
oscura dimensione orizzontale,
frate lombrico, sorella morte!
Ridateci la nostra salvezza
terra alla terra
e cielo a cielo
e così sia.

C’è anche spazio per gli ultimi, gli umiliati, gli offesi. Sia che si tratti di genti gettate sulle spiagge dagli scafisti, sia che si tratti di bambini. Silvia sa scendere nell’abisso che ci butta in faccia la cronaca. E farne poesia non è da tutti.

Gli angeli dei giornali

Cosa hanno provato gli angeli dei giornali
tra le braccia degli orchi?
Dove avranno cercato
di celare la loro innocenza
se i prati, i cortili, le case dove giocavano
hanno svelato insidie brutali
inganni dal volto rassicurante?
Avranno provato a odiare i loro padri?
Avranno baciato piangendo la mano che li colpiva
o scrutato nel suo cavo per trovarci
l’ultimo barlume di speranza?
Avranno cercato nel buio
non sapendo più dormire
il volto della madre che vende all’amico
la profanazione dei loro piccoli corpi divini
la devastazione della loro luce?
Cosa hanno pensato cresciuti
quegli angeli dei giornali
per salvarsi
un attimo prima di divenire
carnefici?

 

Nel piccolo ma ben fatto libro delle Edizioni Agorà i temi sono molteplici. Interessante ad esempio il rapporto con Genova. Io penso che i poeti, i buoni poeti, sentono e descrivono le città in modo così efficace da renderle meglio d’una per quanto minuziosa guida turistica. In questo caso è Genova, il rapporto d’amore e ripulsa vissuto a più riprese. Leggiamo una strofa di «Genova ancora…»

 […]

Genova dei ricordi sempre uguale
beffarda e indifferente…
Ho camminato a ritroso le tue
crose
rivisitato case abbandonate
vive ancora della mia impronta
quando cercavo un centro
al vacillare vorticoso della vita

[…]

Cos’è l’impronta della balena, da cui il titolo della raccolta? Un’immagine efficace d’un qualcosa difficile da afferrare, eppur così cruciale. È il senso/non senso del vivere, che non lo afferri mai, eppure una poetessa quasi ci riesce

L’impronta della balena

Sulla linea inviolata dell’orizzonte
attendono le nostre isole promesse
terre pensanti sulle profondità marine
scalfite solo in superficie
da noi piccole vele di passaggio. 

Che vale questo sciupìo
di sole e d’aria che ci strazia
se non ad asciugare le lenzuola stese
o a far volare ai bimbi gli aquiloni

Ma a ben vedere laggiù
fra i barbaglii del mare
si può intuire
l’impronta della balena fuggitiva
da inseguire

A corredo delle poesie dieci disegni dell’amico e Maestro Francesco Vaccarone. Nessun commento su un classico come lui, non ne ho i mezzi, posso solo dire: semplicità e grandezza.

Silvia Arfaioli
L’impronta della balena
Edizioni Agorà & Co, Lugano, 2017
pp. 60
Prefazione di Antonino Postorino

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , | 9 commenti

pentatonica webcam

perché, in una pentatonica in la m, la più comune per noi strimpellatori da bar, un passaggio sul mi b incute piacevole melanconia?

la musica è la più intensa degli umani accadimenti, seppur così lieve, evoca molto della nostra sensazione di esserci

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

non mi interessa

Quelli che vanno “in cerca di se stessi” sono come lo sbadato che cerca gli occhiali e li ha sul naso. Corpi dotati d’autocoscienza, plasmati dal gioco del linguaggio, adatti ad esplorare intorno, guardarsi dentro è pericoloso. Bella la pioggia nelle strade, bella la vita: non serve capire chi sono, non mi interessa.

Pubblicato in Uncategorized | 4 commenti

fino all’ultimo giro

Le ragazze giovanissime salgono,  ridono e corrono ai posti in fondo al filobus. Sguardi e fresche risate di fanciulle, forse scherzano su nuove, nuovissime storie d’amore. Forse è la prima primavera da non più bambine. I corpi snelli, fiori freschi non ancora bruciati dalle molte estati. Queste ragazze sono la primavera incarnata nell’umano, corporeo, accadere. Anche tu eri così, probabilmente, la prima volta che tornavi a casa dopo i miei incerti ed inesperti baci. Certo non potevi raccontarlo all’amica strusciando le dita su un display. Comunque era anche quella una bella primavera. Sono passati tanti inverni da allora, gira la ruota del mondo, e amo questa giostra, fino all’ultimo giro.

Pubblicato in Uncategorized | 4 commenti

sull’immobilità politica

Pubblicato in Uncategorized | 5 commenti

tutto s’è spostato in avanti

L’agenzia è sotto i portici d’un bel palazzo d’antica periferia che oggi definisci come centro città. La mia quota per il viaggio fino al paese dei Samurai è abbastanza corposa, ma il cugino è un bravo ragazzo, credo sinceramente affezionato. Un quarantenne che si sposa oggi in passato avresti detto che si sposa negli anni maturi, ma, si sa, tutto s’è spostato in avanti, ormai. La sposa è una bella ragazza, lineamenti fini. Solo l’est Europa sembra in grado di produrre ancora certe bellezze intrise di purezza. Ma non si regalano più tazzine, stoviglie di qualità, il corredo d’una casa insieme, gli oggetti buoni d’una famiglia nuova. Vivono assieme da anni, come è d’uso oggi. Nulla di male, ma come s’usa dire «hanno già tutto». Si regala il grande viaggio, il viaggio della vita è già a metà strada. Sotto ai portici le vite continuano, il fruttivendolo, il cinese con i vestiti a pochi euro, ai portoni le targhe dei tanti avvocati. A piedi torno a casa, Tokio è tanto lontana dal mio mondo.

Pubblicato in Uncategorized | 4 commenti

le parole sono noi

Perché la letteratura, la buona letteratura, è così efficace nel descrivere l’umano essere nel mondo? C’è a mio avviso una spiegazione biologica, nel senso aristotelico del termine. La chiave è la coessenza di linguaggio e pensiero. Il linguaggio, il gioco potente e combinatorio delle parole (in questo caso quelle pensate e non espresse con la voce) è il motore del pensiero stesso. Fin da bambini, il nostro cervello e con esso il corpomente nel suo divenire, è plasmato, costruito, strutturato dal linguaggio. Quindi, le parole che leggiamo nella buona letteratura sono pensiero nel suo pieno accadimento, in noi. Chi ha un buon linguaggio, ha un pensiero efficace e potente, perché sono lo stesso evento. Oggi è una bella tersa giornata, luce quasi accecante, se lo racconto bene, ne afferro bene la bellezza aggressiva, così come ieri avrei raccontato bene la tenerezza d’un giorno di pioggia, per le vie d’una piccola città. Ovviamente io non sono un grande scrittore, ma ho capito che linguaggio e pensiero son due nomi dello stesso accadimento.

Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti