Archivi categoria: ironia culturale

laggiù in fondo

Recito con sincerità la mia parte. Non siamo mai noi stessi fino in fondo, anche perché, laggiù in fondo, non c’è nessuno. Il «noi stessi» è una falsa profondità, un trompe-l’oeil.

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e molti mali all’uomo […] quanto più di sua vita è lungo il corso.

Eppure i Greci continuano a stupirmi. Certo non son lettore colto, il liceo classico faticato nei ’70 non basta per leggerli alla fonte. Si rimedia, in questo caso con un bel volumetto del ’57, recante ottocentesca ma vivace traduzione, acquisto di bancarella, … Continua a leggere

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perdersi e trovarsi

«Sono alla ricerca di me stesso». Frase abusata e non poco. Suona bene, evoca pienezza esistenziale, fa supporre un’animo poetico ed errabondo, insomma piace. Io, debbo ammetterlo, non ne ho mai ben afferrato il significato. Anzitutto sottende che sia bello trovare se … Continua a leggere

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passioni

Abbiamo un disperato bisogno di provare delle passioni. È innestato nel corpomente, è una sensazione fisica profonda di cui abbiamo bisogno. O infinita nostalgia.

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Calipso, no grazie… [4. θάνατος]

Concludo le mie irrilevanti riflessioni sul tema, citando un bel saggio d’un antropologo di cui da sempre apprezzo la non banale autonomia rispetto alle mode culturali. «Ulisse diventa non solo l’eroe per eccellenza, ma l’individuo, il primo individuo definito non dalla … Continua a leggere

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la bocca sollevò… [3. θάνατος]

Sempre intensa la contiguità fra il cibo e la morte. Quante volte abbiamo sentito, a proposito di questo o quel condimento: «con i fusilli è la sua morte!». La morte e il cibo sono imparentati, avviluppati inesorabilmente. Gli animali che … Continua a leggere

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calzini grigioscuri [2. θάνατος]

Non ricordo esattamente la località. Forse una stradina al centro di Livorno, città dei misteriosi parenti, forse semplicemente una periferia così lontana da sembrarmi un’altra città. Avevo circa 6 anni, a quell’età il senso delle distanze è poco geografico e molto … Continua a leggere

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