non poter imparare a dimenticare

Osserva il gregge che ti pascola innanzi: esso non sa cosa sia ieri, cosa oggi, salta intorno, mangia, riposa, digerisce, torna a saltare, e così dall’alba al tramonto e di giorno in giorno, legato brevemente con il suo piacere e dolore, attaccato cioè al piolo dell’istante, e perciò né triste né tediato.

L’uomo chiese una volta all’animale: perché non mi parli della tua felicità e soltanto mi guardi? L’animale dal canto suo voleva rispondere e dire: ciò deriva dal fatto che dimentico subito quel che volevo dire – ma subito dimenticò anche questa risposta e tacque; sicché l’uomo se ne meravigliò.

Ma egli si meravigliò anche di se stesso, per il fatto di non poter imparare a dimenticare e di essere continuamente legato al passato: per quanto lontano, per quanto rapidamente egli corra, corre con lui la catena.

Il veder ciò fa male all’uomo, poiché al confronto dell’animale egli si vanta della sua umanità e tuttavia guarda con invidia alla felicità di quello – giacché questo soltanto egli vuole, vivere come l’animale né tediato né fra dolori, e lo vuole però invano, perché non lo vuole come l’animale.

(Friedrich Nietzsche, Intorno a Leopardi, Ed. Il Melangolo, 1992, pag, 31)

Tutti noi che, qualcuno in modo brillante altri maluccio come me, vantiamo qualche liceale lettura, di certo abbiamo accostato Leopardi al grande Nietzsche. Due giganti del pensiero. Questo saggio del baffuto intorno al Leopardi va dritto subito al problema, cioè il problema di una vita troppo cosciente. Da lì ogni cattedrale di pensieri, teogonie, religioni, filosofie, poesie, invenzioni talvolta prodigiose derivate alla fine da un pungolo inesorabile: la bottadiculo/incredibilesfiga d’esser uomini. Il filosofo con i baffi tenterà di rilanciare col suo oltreuomo, il genio di Recanati è campato poco e forse era meno nietzschiano già in partenza.

Detto in breve, tutti invidiamo gli animali, anche se ovviamente non amiamo diventar salsicce e brasati, ma questo è un altro tema, la nostra tendenza alle contraddizioni. Comunque, beati gli animali, hanno meno problemi e non ci piove.

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meno scrivo, meglio è
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16 risposte a non poter imparare a dimenticare

  1. marcello comitini ha detto:

    Ma gli animali non conoscono l’amore. L’abbiamo capito da tempo e per questo ne facciamo salsicce, brasati, zuppe di pesce. Nietzsche non mangiava? Leopardi invece lo sapeva e si permetteva il lusso di parlare con l’essere inanimato, la luna. Ma già aveva in mente e nel cuore le risposte.

  2. poetella ha detto:

    E buona serata a tutti@

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