una tastiera dall’altra parte del mondo

il free jazz di Josè Maria; eleganza, poesia, padronanza dello strumento e delle possibilità della musica; perché il free jazz di classe non è suonare a caso, ma seguendo il proprio istinto calato nel tessuto degli accordi (penso quinte aumentate, settime major seven, oppure triadi minori accostate che generano accordi diminuiti), certo nel fluire sorgivo dei suoni interiori, ma non c’è il casaccio, bensì l’elegante spontaneo fluire della musica; non sono un esperto di armonie complesse, ma avverto la qualità umana, artistica dell’amico dall’altra parte del mondo

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meno scrivo, meglio è
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6 risposte a una tastiera dall’altra parte del mondo

  1. Carissimo Diego,
    La tua gentilezza e l’umanità con cui esprimi le sensazioni che hai così bene intuito, mi commuovono nel profondo dell’animo.
    Prezioso per me il tuo commento, un regalo di luce per questi oscuri tempi.
    Un abbraccio.
    Luigi Maria

  2. Paolo Popof ha detto:

    Bravo Luigi Maria, sei in gran forma :)

  3. poetella ha detto:

    Dici bene Diego!
    Grande anima il nostro (aimè) lontanissimo amico!

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