il dono [secondo M.C.]

Pienezza vibrante di immagini e dense consapevolezze. Un poco mi sovviene Heidegger, e il nostro esser “gettati” nella vita, qui al contrario è la vita che ci deflagra addosso, spietata. Poesia senza veli, crudele, eppure vergata con sapienza di ritmo ed immagine.

Questo ci affidi con le tue mani gonfie di dolore: nascere, crescere, morire, avvolti in un involucro che strappiamo ad ogni istante a volte a graffi e morsi a volte a bocca umida e rossa di baci o di pietà. Contiene – lo sappiamo – lucidi alcuni doni oscuri e non graditi altri che in ansia un po’ infantile spacchettiamo finché troviamo quello che ci esplode dentro. Ahi, non l’amore che desideriamo né la felicità che si svapora appena il vento ne dissipa il profumo. Un dono che deflagra all’improvviso prima di riuscire a dargli un nome tra le nostre mani gonfie di dolore,

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meno scrivo, meglio è
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2 risposte a il dono [secondo M.C.]

  1. marcello comitini ha detto:

    Diego, grazie di questo commento che suggerisce ulteriori riflessioni.

  2. diegod56 ha detto:

    penso sia sempre interessante scoprire ciò che una poesia evoca, anche inaspettatamente

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