il futuro remoto

Fanno abbastanza bene all’umore certe mattine di gennaio. Luce limpida, da sud est, aria fresca, sul volto e sui pensieri. Il piacere va agguantato negli istanti, senza sprecarli angustiati dai soliti dubbi. Il tempo è prezioso a questo punto del cammino, l’orizzonte non è più sconfinato. Ricordo, bambino, ero a casa dei nonni. Dissi al nonno, per mostrare quanto ero bravo a far di conto “sai, nel 2000 avrò 44 anni”. Più tardi la mia mamma (che al 2000 non ci sarebbe mai arrivata ma non lo sapeva) mi redarguì: “non va bene ricordare alle persone una data cui mai potranno arrivare”. La mamma aveva ragione, ma per me, bambino, il tempo era così dilatato che un anno che non cominciasse con 196… era un anno lontano, un “poi” così lontano da assomigliare quasi ad un “mai”, un futuro remoto. Ora invece so quanto ogni giorno è prezioso. Ogni istante bello è importante. Specie in certe mattine di gennaio, in questo futuro remoto.

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meno scrivo, meglio è
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5 risposte a il futuro remoto

  1. Celia ha detto:

    Sono sicura che il nonno avrà apprezzato la tua… lungimiranza, e sorriso al pensiero di te adulto :)

  2. poetella ha detto:

    Che bello ricordare i nonni…
    Che belle le mattine di sole in inverno! Sole anche a Roma… viva!

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