36,4

In fila davanti al tempio. Cos’è se non il tempio dei nostri giorni, un grande supermercato? La grande «s» accoglie i fedeli, in disciplinata attesa. Qualcuno penserà che è pur necessario comprarsi da mangiare, e comprendo che ha anche ragione. In fila, corpi silenziosi, uno alla volta il congegno alla fronte, la sentenza è un numero primo più un pezzetto (37,5). La misurazione dei corpi è un poco umiliante, se ci pensi, ma pensare di questi tempi è un lusso da intellettuali maicontenti (tutto attaccato, definisce meglio). Il comune sentire di questi mesi è l’inimicizia verso i corpi. I corpi vanno distanziati, i corpi vanno circoscritti, i corpi vanno temuti, specie il respiro, il velenoso respiro dove s’annida il virus. Ecco il consiglio: vivete on line, socializzate on line, imparate on line, da ora in poi sarà un dovere, un apprezzato stile patriottico di vita. I corpi dei morti sono morti, ma anche quelli dei vivi tanto vivi, non li sono. Fine della riflessione: 36,4, vada avanti col carrello.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

7 risposte a 36,4

  1. analisi severa ma giusta. Passa proprio la voglia di uscire a queste condizioni, ciao diego

  2. diego ha detto:

    passa sì, cara R.

  3. Sparafucile ha detto:

    Ecco, ma starsene a casa, bello il tempo del confinamento senza motorini a due tempi, suv a otto cilindri, gilere a 800 cavalli di panzuti cavalcanti; bello il tempo in cui il pudore di corpi sfatti o malfatti almeno era amministrato da un pietoso video, ti vedo non ti vedo come una hijab ben acconciata, le belle ci guadagnano tutte. E ti conosco mascherina. Una Grecia virtuale con solo contadini e giardinieri al lavoro e animali curiosi di tanto silenzio. A parte i corrieri che arrivavano in metà tempo perché non costretti a correre, strade vuote di commercialisti. Brus, sei troppo coi piedi per terra per pensarle davvero ste infighettate metamorfosi del pensiero in circo metafisico. O ti hanno messo a contratto anca ti nel circo dei Trump, qui i bianchi caucasici, a lamentàss (lombardo per lamentarsi) del fisco che non permette loro di essere ricchi ricchi, e dei diritti, i diritti i diritti, sembra una vignetta de l’Espresso 1980. E allora casino in condominio e movida e apericena, libertà libertà la bella prigioniera. Perché siamo liberi, liberi liberi e la mia canzone vola e i diritti i diritti, diritti diritti e l’habeas corpus; c’è qualcuno che l’ha tirato in ballo…ma va a girà l’Ulanda, dicevano gli anziani lombardeschi… e oggi sarebbe un invito più che coerente. I carbonari rischiavano un tantinello. O va a girà la Nigeria, la Palestina, la Siria,il Myanmar, dove se solo ti imprigionano senza torturarti e senza scorpioni in cella è già un successo e per cosa, in Nigeria p.es. perché sei ateo e ti permetti di dichiararlo. Prima di cantar miseria, guardare di che pane e se sono piene le bocche altrui. Un po’ di vergogna e lasciar stare Spinozza nella sua tinozza. Un tempo i vecchi dicevano un po’ d’Abissinia ai bimbi che “non mi piace” della minestra materna. Il bianco è un pervertito con la bua al dito e non sa decidersi tra cento marche di cerotti. Gli altri un po’ di sputazza per fermare il sangue e alé di piccone anche se le mani sanguinano. Non è nemmeno campata per aria ‘sta polemica dei corpi, ma quali, guardarsi intorno, è malvagia Brusk; invita a infiscarsene di banali previdenze igieniche (e riguardo estetico). È antisociale. E perversa come se per riguardo ai diritti prima di scoparne fosse necessario far firmare il consenso informato. Che visto l’aumento degli stupri a 93 anni forse davvero sarebbe meglio. Ti preferisco quando parli di vecchiette e borse della spesa. Non mi rispondere “interessante Pasquale” perché m’incazzo. Un vaffanculo sarebbe più sensato. Abbracci risentiti..

    • diego ha detto:

      Pasquà, che in Nigeria, Myanmar e altri posti si sta male è verissimo; del fisco non mi lamento più, avendo chiuso, sprangato tutto da tempo pur di non averne più a che fare, senza più partita iva non son più fiscopositivo, che è un malanno non banale; detto questo, hai fatto benissimo a scrivere, giacché scrivi bene, quivi come altrove, ciao

      • Pasquà ha detto:

        Mi spiace Brusk ma non hai capito una benamata; che tu sappia della Nigeria e del tuo fisco, che sciaguratamente non è quello di Trump, non conta nulla se non ti rendi conto che tutti questi mizzi e scazzi sulla libertà e sui guanti da lavoro e mani tese in strette virili – a mister Popof manca qualche luogo comune, il sudor della fronte (veicolo di contagio) per esempio, ma se si impegna di più può passare col sei politico – titillano il rifiuto del dato, dell’epidemia che c’è e non si vede. Dunque del tuo, del mio del loro fastidio importa una cispa. Devi avere letto Biuso che per l’appunto è due mesi che scalcia e scalpita ed è arrivato a citare come fonti anti-realtà i Wu Ming. I Wu Ming. Non gli ho detto niente ché Biuso è siciliano e dal coltello facile e qualcosa deve avere alterato. Gli passerà spero.Tutti pipponi sui corpi. È non solo pericoloso, ché quando si sta affondando è bene tacere o proporre cose non arcobaleni ( o in un paese qui di Salvini si fa il loro gioco), ma ripeto e da vergognosi uomini bianchi senza midollo e senza spina ( da ricaricarci i cellulari, ma quello di casa, di lavoro o quello della Ines?). Tutti svedesi. Tutti olandesi. Pensare al piccolo disagio. Ecchisenefrega se la mascherina o lo scanner vi Din don dan fastidio. Chissenefrega. Appunto l’atteggiamento di un Trump che si lagna del fisco.Non c’è differenza. Prova a riflettere e non sul tuo ombelico. Tu non c’entri ma hai attizzato i coristi del ahilaibai. Male ‘ste cose. Male. Di buono c’è che hai fatto ricorso all’ Heideggere.

        p.s.
        che scrivo bene, chissenefrega, lo so.

        • diego ha detto:

          pasquà, lo so che la questione è seria, ma ci scriverò con calma più avanti, ora devo andare a suonare la chitarra, da settimane non mi danno tregua

  4. Paolo Popof ha detto:

    Un metro, due metri, mascherina … fare tutto a distanza, abbiamo cominciato con le adozioni a distanza finendo col fare tutto a distanza, perdendo contatto con tutto il resto.
    Detesto ancor di più i guanti in lattice o in cellofan, meglio quelli la lavoro, in cuoio, che dopo un bagno prendono la forma della mano e danno anche la possibilità di stringere altre mani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.