il vuoto e il bus

Ore 10,15 d’un banale 18 febbraio. Pioggerellina un po’ troppo tiepida sui vetri del bus. Fra una fermata il capolinea. Io ci faccio caso, quando sul bus rimango da solo. Nessuna vecchietta con le prescrizioni della asl che spuntano dalla borsa. Nessuna badante dai capelli rosso rame fasullo. Nessun pensionato col giubbotto nuovo (da buona pensione) e l’apparecchio acustico nuovo anche lui, dietro le vetuste orecchie. Solo su questo bus, per un attimo penso che in realtà soli lo siamo sempre, dentro un corpo, unica pellaccia fornita dal beffardo magazziniere della vita. Ma se il bus fosse vuoto del tutto, senza di me, non sarebbe ancor più semplice e nitido l’assurdo d’ogni cosa? Al capolinea salgono alcuni esemplari dell’umanità dolente rilasciata in strada dalle porte della asl. Fine del momento di magica assenza, sono arrivato.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a il vuoto e il bus

  1. poetella ha detto:

    Ho visto tutta la scena.
    (anche io scendo al capolinea…)
    Bella descrizione, Diego. Bravo.😊

  2. diego ha detto:

    a me piace tanto viaggiare in filobus; grazie cara L.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.