un’idea giusta che fa una brutta fine

Sono favorevole al principio del reddito di cittadinanza. Come già scriveva Rifkin oltre 20 anni fa, la capacità produttiva, grazie all’evoluzione tecnologica, renderà sempre più impossibile far lavorare tutte le braccia a disposizione. La redistribuzione del reddito deve trovare altre vie, perché anche la ricetta keynesiana, causa l’evoluzione tecnologica, non puo’ creare abbastanza posti di lavoro. Dunque il reddito, che è abbondante ma molto ingiustamente distribuito, va distribuito con un sistema diretto.
Detto questo, l’assistenzialistico, ferragginoso, costoso carrozzone voluto dai seguaci del grillo, è per me pessimo. Un compromesso propagandistico, moralistico, retorico «reinserimento» tanto per non far arrabbiare troppo gli elettori del muscolare ministro leghista. Un pasticcio che non funzionaerà, una rovina per un movimento che pure aveva messo in campo anche qualche idea interessante.
Comunque, se le italiche plebi suffragano taluni personaggi, è perché questi ne rispecchiano l’animo, il comune sentire. Che ci possiamo fare, la chiamano democrazia.

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meno scrivo, meglio è
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3 risposte a un’idea giusta che fa una brutta fine

  1. poetella ha detto:

    ” se le italiche plebi suffragano taluni personaggi, è perché questi ne rispecchiano l’animo, il comune sentire.”
    Già… questo è il guaio…

  2. Novella Semplici ha detto:

    Pienamente d’accordo.

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