affittasi o vendesi disperatamente

Ogni mattina, ad un certo punto l’ incrocio dove il bus si ferma, il semaforo lo libera dopo un paio di minuti almeno. Quasi ogni mattina, dal bus, lì in basso, guardavo il piccolo negozio. Animali piccoli, uccellini, criceti e accessori vari. Un ragazzo minuto, un volto minuto di quelli che invecchiando lasciano i tratti infantili. Assomiglia incredibilmente agli animaletti in vendita. Mai scambiata una parola, ma passa e ripassa sul bus, m’era familiare. Improvvisamente, una mattina, al solito semaforo, dal bus vedo il fondo vuoto. Niente gabbie, niente uccelli, del ragazzo minuto neanche l’ombra. Il fondo vuoto, il cartello arancione «affittasi». Chissà com’è andata. Il bus riarranca al verde, e porta a destinazione i pochi passeggeri, età media 70 anni. Nelle strade di periferia son troppi i fondi vuoti, i disperati cartelli «affittasi e vendesi».

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10 risposte a affittasi o vendesi disperatamente

  1. poetella ha detto:

    … anche nelle strade del centro.
    I piccoli negozi ormai…
    Peccato.

    • francesco ha detto:

      è solo la legge della domanda e dell’offerta associata al commercio on-line, di cui io non usufruisco ma sono non so fino a quando, stante la repulsione all’evasione fiscale tipica dei piccoli negozianti e la scarsa qualità del servizio dei negozi di grande dimensione

    • diegod56 ha detto:

      Si cara L.
      Non solo i piccoli, ma anche i negozi medi «classici» vanno in crisi nelle periferie. Poco lontano dal negozietto del mio posto, c’era un ottimo e ben conosciuto negozio di abbigliamento maschile; sparito anche lui

  2. Celia ha detto:

    Chiudo gli occhi e immagino che il ragazzo minuto ed i suoi animali si siano trasferiti in un negozio più ampio, luminoso, frequentato (anche solo per quattro chiacchiere ed un cip cip fra amici).

  3. Sara ha detto:

    Io per il cibo degli animali dovrei rifornirmi da un grossista.

  4. Novella Semplici ha detto:

    Da noi il centro è più svantaggiato che la periferia a causa della mancanza di parcheggi, io non ci vado mai perché bisogna fare un sacco di strada a piedi tra carenza posti auto e zona pedonale (sacrosanta). Di solito sono sempre di fretta e preferisco negozi dove posso parcheggiare a breve distanza. Inoltre, sarò sfortunata io, anche se sono tutt’altro che una cliente noiosa, spesso trovo alcuni negozianti (non commessi, proprio i titolari) altamente protervi. Niente scontrini, rifiuto utilizzo strumenti tracciabili come carta e bancomat anche per spese accettabili come importo, a volte anche proprio maleducazione (l’ultimo caso è una tizia che si è messa a urlare al telefono con non so chi mentre aveva negozio pieno, tutti a guardarla, io mi vergognavo per lei). In particolare, ho giurato che l’anno prossimo le spese di cartoleria e ufficio per i disegni scolastici di mio figlio li farò on line, perché l’unica cartoleria attrezzata del mio paesotto continua, di fronte a importi importanti, a pretendere i contanti, tra l’altro credo pure contro la legge. Poi dice che uno si butta su Amazon… Mentre invece i negozi seri, e/o specializzati, hanno ancora clientela (tra cui uno di abbigliamento dove ogni volta devo fare la fila per essere servita o alla cassa per il numero di clienti, nonostante la presenza di un numero cospicuo di commessi: questo perché si trovano ancora pezzi di buona qualità, a prezzi un po’ superiori ma onesti, e la roba dura tanto). Necessita eccellere per battere la grande distribuzione, on line o meno.
    In ogni caso, per il negozietto di animali, spero anche io che possa aver trovato un fondo migliore, anche se di questi tempi purtroppo a pensar male non si sbaglia.

    • diego ha detto:

      Cara Novella, grazie della testimonianza. Cè da dire che non tutti i negozianti, in quanto piccoli, sono corretti e simpatici, per cui chi è maleducato merita di chiudere; altro discorso il problema generale del tessuto sociale rarefatto e sofferente delle periferie.

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