Altre menti

«Noi abbiamo un cuore, così come loro. Che però ne hanno tre, non uno solo. I loro cuori pompano un sangue verde/azzurro giacché per loro la specie chimica trasportatrice dell’ossigeno è il rame, invece del ferro che rende rosso il nostro sangue. E poi, naturalmente, c’è il sistema nervoso, grande come il nostro ma costruito secondo un piano differente, con un diverso insieme di relazioni fra corpo e cervello.» (pag.93)

Sembra la descrizione d’un alieno, tratta da un romanzetto di fantascienza. E invece è un libro scientifico (con buoni addentellati filosofici). In Italia per i tipi di Adelphi è uscito nel 2018 «Altre menti» di Peter Godfrey-Smith.
La creatura aliena è il polpo. Una forma di vita estremamente lontana dalla nostra, la biforcazione è avvenuta molto ma molto tempo prima di quando non avvenne rispetto ai pesci, agli uccelli e, ovviamente, ai mammiferi. Eppure, nonostante la distanza enorme l’evoluzione ha prodotto un cervello ed un sistema nervoso di notevole potenza. Già sappiamo (chi legge le mie righette conosce il bel vocabolo «corpomente» coniato dal filosofo A.G.Biuso) che corpo e mente sono una struttura unica, inscindibile. Nel polpo questo appare in modo strepitoso. Il cervello è anche distribuito, i tentacoli godono d’una non banale autonomia decisionale. Del resto coordinare un corpo senza scheletro osseo (e senza neppure un esoscheletro), è impresa complessa. Un corpo estremamente duttile che puo’ rimpicciolirsi ed estendersi in ogni direzione, un piano corporeo radicalmente diverso da quello d’ogni creatura dotata di simmetria lungo un asse (pesci, uccelli, umani per esempio). Allora il coordinamento diventa complesso, mutevole, continuo (non vi sono posizioni già determinate da articolazioni e simmetrie). Una mente, quella del polpo, che fa della duttilità e dell’incessante adattamento creativo la sua caratteristica principale.
L’autore è un buon subacqueo e racconta gli incontri, le osservazioni ripetute in un luogo particolare, definito «Octopolis». Un sito al largo dell’Australia orientale dove, per una serie di circostanze, vive una ricca e variegata comunità di queste affascinanti creature. Nel libro sono presenti anche belle immagini fotografiche.
Non che non stupiscano anche i polpi in cattività, se oggetto di studio. E anche in questo caso il dato saliente è la grande duttilità, la capacità di adattarsi a situazioni che in natura non conosce. E la variabilità è notevole anche nel carattere, nella personalità.
Fra gli esempi riportati di parla di Albert, Bertram e Charles (sono i nomi assegnati a tre polpi in laboratorio). I tre stavano ognuno in una vasca, dove apprendevano come nutrirsi azionando un bottone e una leva (c’è da osservare che leve e bottoni in natura non ce ne sono).
Riporto la descrizione di Charles, (pag. 69) piuttosto divertente, tratta da una relazione che l’Autore ci riporta.

«Charles aveva una spiccata tendenza a lanciare getti d’acqua fuori dalla vasca, in particolare in direzione dello sperimentatore. Trascorreva molto tempo con gli occhi fuori dall’acqua e indirizzava un getto contro chiunque si accostasse alla vasca. Questo comportamento interferiva con la pacifica conduzione del test ed era incompatibile con il comportamento di tirare la leva.»

Ovviamente il libro contiene tante altre riflessioni e considerazioni, sulle relazioni fra corpo e mente e sulle complesse vicende dell’evoluzione. Ma per ora ci fermiamo qui. Due giorni fa al mercato del pesce ho visto il corpo adagiato, informe, di un polpo, lucente e senza vita. Aveva ragione Charles.

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meno scrivo, meglio è
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11 risposte a Altre menti

  1. Pasquale ha detto:

    Non dimenticherò mai in Cousteau la piovra che, catturata e lasciata incustodita sul ponte della Calypso scivolava via prima dalla vasca poi dal ponte e superata la murata giù in acqua. E l’altra che, scoperto del cibo dentro un vaso di vetro tappato con un grosso sughero, forato al centro, aggrappata al vaso con due tentacoli con un altro infilato nel foro faceva di sè stessa leva, stappava il vaso e prendeva il cibo. E non dimenticherò mai le piovre tenaci sbattute con libidine sul cemento dai cacciatori e prese a morsi. Anche per questo sono vegetariano. Perché come una piovra non posso scegliere come morire. Spero non sbattuto su un molo di cemento. Buon anno.

  2. poetella ha detto:

    post delizioso e altrettanto delizioso commento.
    Io però non sono vegetariana. Anche se nonmangio polipi…
    Ciao Diego. Mi sei proprio piaciuto!

  3. Paolo Popof ha detto:

    Qualche estate fa, dalla spiaggia, ho preso a pescar polipi di piccole dimensioni. La prima volta è stato per puro caso. Ho scavato una buca, vi ho infilato una busta di plastica riempita d’acqua poi ho rivolto l’attenzione al polipo che s’era diretto verso il mare, si era sfilato l’amo. Però avevo capito che gli strappi che sentivo e che facevano rompere la lenza erano provocati dai polipi. Il secondo che ho preso (appena sentivo lo strappo giravo velocemente il mulinello) l’ho messo nella vasca improvvisata: dopo un po’ non c’era più. Per contingenza ho capito perché mio zio li batteva sugli scogli, oggi capisco che il loro corpo è un cervello esteso.

  4. LorenzoC ha detto:

    Che scarica di cavolate.
    Il polpo è perfettamente simmetrico, due occhi, un numero pari di tentacoli, davanti-dietro, sopra-sotto, eccetera.
    Non ha niente di particolarmente insolito, non più di una seppia o un calamaro, robe che nuotavano in oceani primordiali.
    Ci sono organismi molto più strampalati, per esempio la “caravella portoghese” che sembra una medusa e invece è un aggregato di diversi tipi di organismi indipendenti, detti “zooidi”, che sono specializzati in una funzione per conto dell’intero aggregato.
    Se poi guardiamo bene, gli insetti sono abbastanza strani, secondo me più strani del polpo.

  5. Celia ha detto:

    E’ uno dei libri-gioiello nella mia collezione di titoli da leggere, una lunga e articolata wishlist che ho di recente composto sul sito del mio circuito interbibliotecario.
    Mi fa piacere ritrovarlo qui, come mi fa piacere tornare a salutare dopo tanto tempo (mi conoscevi, qui su WordPress, come Denise Cecilia).

  6. diego ha detto:

    è veramente bello rileggerti, grazie CD, passa quando vuoi è sempre un piacere per me

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