hybris e cemento

Ci sono passato in macchina non poche volte. Specie verso l’altra Liguria, quella di là, a Ponente. Già il dedalo sospeso d’autostrade su Genova l’ho sempre affrontato controvoglia. Poi viaggiare in alto, sopra i palazzi già alti fin troppo, sempre m’ha suscitato sottile sgomento. Come la consapevolezza d’una moderna hybris fatta di cemento armato. Certo andare più in fretta, di qua e di là, uomini e merci, pare indispensabile per non rimanere indietro, per non tornare poveri. Non giudico, non è il caso, non mi garba lo sciacallo mediatico. Ma il sottile sgomento, il senso dell’hybris, rimane.

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meno scrivo, meglio è
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8 risposte a hybris e cemento

  1. Sara ha detto:

    Surreale. Il ponte che crolla, sembra una tragedia greca, invece è la nostra realtà.

    • diego ha detto:

      «sembra una tragedia greca»
      è vero cara Sara

    • LorenzoC ha detto:

      Di surreale c’è il fatto che la gente pensi che un ponte di cemento armato, che non è il simbolo de “hybris”, è il materiale dei poveri, duri per sempre. Ma sotto il ponte ci sono delle case che sono ancora precedenti e la gente le comprava e le vendeva, quelle case, come se avessero avuto un valore.

      E’ surreale che una città venga tagliata in due perché in cinquant’anni nessuno ha pensato che sarebbe stato meglio non avere un “single point of failure” in un viadotto, che forse bisognava progettare e costruire altri ponti, strade, gallerie per dirottare il traffico, anche perché non puoi riparare un guasto in un macchinario che non puoi fermare.

      E’ surreale che si teorizzi la “decrescita” immaginando che siano sempre gli altri ad essere macinati.

  2. Novella Semplici ha detto:

    Anche io in questi giorni pensavo al concetto di hybris… Definizione perfetta. Ah, i greci antichi che avevano già visto tutto………..

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