quel tanto di latino

Nel caldo pomeriggio, coraggioso localuccio del centro. Mi avresti visto, se passavi, gettato nel turbine pulsante d’un bel blues. Quello superclassico in 12 battute, un po’ traballante (per colpa mia) ma sincero. Non conosco il nome di quel ragazzo che suonava con me, meglio di me, davvero ha della stoffa. Il calore del pomeriggio, nella strada vuota, sembrava consolato dalle pentatoniche e da quel tanto di latino che il ragazzo sapeva insinuare. Un eroe il mio amico oste e il suo bar. Ogni tanto devo passarci, per esser vivo e non semplicemente «vivente». La musica è tutto, mentre accade e forse anche dopo.

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meno scrivo, meglio è
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2 risposte a quel tanto di latino

  1. poetella ha detto:

    … senza la musica? Impossibile!

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