nel me stesso che non esiste

È tutta una fuga. Fuga da se stessi, fuga dai possibili e probabili dolori, fuga dal peso d’ogni consapevolezza. Eppure il vivere è un accadimento potente, denso d’impulsi e sensazioni, un accadimento che la complessità dell’evoluzione, dalle prime inconsapevoli creature unicellulari, ha portato fino ad una vita che mentre è sa di essere. Ma come un profumo troppo intenso, un vento troppo impetuoso, un pulsare troppo ostinato ci inducono a sfuggirne, così ecco questa smania di non esserci che affiora spesso, nelle pieghe della seppur ostinata voglia di vivere. Forse solo specchiarmi nel tuo sguardo, nelle tue parole gentili immeritate, nel me stesso che non esiste ma esiste per te, è il gioco migliore, è la danza che mima una bella vittoria su quella che è, conti alla mano, una partita persa. È tutta una fuga, ma è stato bello lo stesso.

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meno scrivo, meglio è
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2 risposte a nel me stesso che non esiste

  1. poetella ha detto:

    Ho letto di corsa ché “c’ho i ragazzini sul fuoco” come si dice a Roma… tornerò a leggere a fuoco spento…

  2. diegod56 ha detto:

    efficace espressione alla romana, cara L.

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