calze di troppo

Forse si chiama Alì, non me lo ricordo mai di preciso. Nel sole implacabile del pomeriggio, il borsone con le calze e gli asciugamani. Lo vedo dalla finestra del cortile, arranca peggio del solito. Un tutore gli blocca il malleolo, è caduto, ma lui deve vendere. Delle sue calze ne ho già fin troppe, ma lui accetta i miei pochi euro in cambio di niente. Un grazie più intenso e dolente del solito. Attraversa a ritroso il cortile, sotto il sole, la gamba pesante da un lato e il borsone dall’altro. Un giorno da vecchio verrai in Marocco. Diego sarai trattato come un padre. Tutto per due paia di calze di troppo. Alì, che ci posso fare, forse colpa di certi pensieri fuori moda, ma io penso che gli uomini son tutti eguali.

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meno scrivo, meglio è
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12 risposte a calze di troppo

  1. Daniela ha detto:

    concordo su quel pensiero fuori moda, sapendo bene di essere controcorrente, e mi spiace per chi non ha ancora compreso che discendiamo tutti dallo stesso gene

  2. diego ha detto:

    grazie del commento D.

  3. poetella ha detto:

    Lo penso anche io Diego. A parte certi che sono un po’ stronzi e comunque uguali tra loro. Uhm.. . Mi è scappato…

  4. Tutti uguali ?! Informa Salini di questa tua idea “bislacca!…

  5. Pasquale ha detto:

    Mi pare Diego che dei bipedi sia da apprezzare la differenza. Domandarsi perchè al signor Alì va bene fare la vita che fa. Potrebbe non farla, potrebbe manifestare la carogna che c’è, quella sì in ognuno; potrebbe di sicuro stare meglio in Marocco, se è marocchino, e invece preferisce la differenza, la sua. La povertà a ben guardare è una forma di libertà. Psq.

    • diegod56 ha detto:

      grazie caro Pasquale, non credo però che la povertà sia una forma di libertà; alì ama la vita a modo suo, in effetti

  6. LorenzoC ha detto:

    Eppure avete la memoria corta.

    «Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

    Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo».

    Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. »

    Questo direi che risolve la questione degli “uomini tutti uguali” e ci informa anche da che “gene” veniamo.

    • diegod56 ha detto:

      buon lorenzo, io penso che gli umani abbiano tutti il diritto a usufruire del creato, in questo senso li ritengo eguali; grazie del commento comunque

  7. Sara ha detto:

    Le persone che lavorano qua da tanti anni, si sono guadagnate stima, un po’ d’affetto e perchè no, pure clienti.

  8. Massimo Bruschi ha detto:

    Caro Diego, purtroppo con amarezza crescente mi sembra di poter dire che gli uomini non sono tutti eguali. Troppi son quelli col cuore di pietra.

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