nel contempo

In questo periodo non sto leggendo. Sono fatto così, alterno anni di lettura frenetica con periodi senza libri. Forse anche la scimmia della chitarra, senescente ritorno di passione, fa la sua parte. Devo anche dire però che non amo leggere tanto per leggere: quando lo faccio è per me un agire importante. Del resto i libri sedimentano in noi lentamente. L’ultimo è stato Eschilo, uno di quelli che ti domandi se dopo sia stato possibile scrivere qualcosa di più autentico. Tento di leggere le vite, negli occhi delle persone sul bus. Ci vuole molto coraggio per vivere pensandoci su, è meraviglia e orrore nel contempo questo esserci.

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meno scrivo, meglio è
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11 risposte a nel contempo

  1. poetella ha detto:

    I libri… il leggere…
    Loro sono pazienti. Ti aspettano.

  2. Novella Semplici ha detto:

    Eschilo… Tutti ai miei tempi lodavano Euripide… A me piaceva Eschilo. Sempre stata strana… :)

  3. Daniela ha detto:

    anche tentare di leggere le vite negli occhi della gente richiede coraggio, spesso, troppo spesso si legge disperazione, rabbia, timori, in pochissime occasioni c’è serenità, dunque c’è il rischio di lasciarsi trascinare emotivamente da ciò che si legge e soffrire anche un po’ attraverso le altrui condizioni

  4. Silvia ha detto:

    A proposito di letture…”mirate” e “importanti”, in passato ho fatto anch’io alcune letture di Eschilo nella versione poetica di Giovanni Sciamarelli, come per esempio il Prometeo incatenato e l’Agamennone (di cui purtroppo non ricordo granché). Più recentemente invece, dopo un paio di assalti alla Bibbia, che ho sospeso solo temporaneamente, sto leggendo i Vangeli, e prima ancora letture dal mondo dei grandi Maestri Yogi, che hanno lasciato tracce indelebili nella mia formazione. Ossia, più vado avanti con gli anni e più vado indietro col tempo storico delle mie letture…Questo potrebbe voler dire qualcosa?

  5. diego ha detto:

    «più vado avanti con gli anni e più vado indietro col tempo storico delle mie letture…»

    secondo me sì, cara Silvia, andando avanti con gli anni(*) in qualche modo si sente meno l’esigenza d’essere «attuali», si tende ad una sana nietzschiana «inattualità»

    ho sentito parlare molto bene del testo di Sciamarelli, io leggo quello di Angelo Tonelli per Marsilio e mi piace molto

    per altro una certa classicità c’è anche nella tua poesia, pur spesso ancorata a tematiche dell’oggi, lo stile «classico» è proprio una caratteristica (che apprezzo molto)

    (*) anche se gli anni, permettimi, visto che ti conosco di persona, sul tuo volto ben poco ne intaccano la bellezza

  6. Massimo Bruschi ha detto:

    Caro Diego;
    quando il mio amatissimo Elias Canetti abitava un po’ fuori mano a a Vienna godeva moltissimo nel prendere il tram e starsene a lungo a scrutare il volto dei passeggeri. Come vedi hai un illustre predecessore. Un abbraccio.

    • diego ha detto:

      bellissimo riferimen, in effetti me ne avevi accennato caro M.; e ben conosco la tua passione per il grande E.C.

      certo all’epoca non li vedeva tutti presi dagli smart,,,

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