la cifra culturale

Ci hanno stupito le notizie riguardo alunni che hanno minacciato e perfino malmenato i docenti. C’è un aspetto che però nessuno ha rilevato. Se questi bulli osano maltrattare i docenti, dobbiamo ben immaginarci come trattano i compagni di classe. Temo vi siano molte situazioni di violenza e arroganza non denunciate. Perfino qualche insegnante, rendendosene conto, potrebbe esser portato a far finta di nulla, per quieto vivere, speriamo di no. L’individualismo arrogante è la cifra culturale del nostro tempo. Perfino le visioni sull’economia e sulla società, contribuiscono a talune concezioni del vivere. I bulli non sono strani, sono i frutti del nostro tempo.

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meno scrivo, meglio è
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6 risposte a la cifra culturale

  1. Daniela ha detto:

    I bulli sono figli di genitori troppo permissivi o incapaci…che sia un segno tipico del nostro tempo è anche vero, ma sono il risultato di carenza educativa. La famiglia non si assume responsabilitá anzi spesso è essa stessa un pessimo esempio.

  2. Giuliana ha detto:

    Esclusivamente maleducazione, i bulli sono sempre esistiti, oggi la maleducazione dilaga anche fra gli adulti che dovrebbero insegnarla ai figli

  3. poetella ha detto:

    parlo da prof. Siamo in un mondaccio. Io ricordo le mie classi da studentessa, ere geologiche fa, in cui temevamo persino di scartare una caramella, ché avrebbe fatto rumore. Magari quello era esagerato, ma l’orrore di adesso… i bulli non sono l’unico problema. E’ la mancanza del senso della disciplina, dell’abitudine alla fatica, del rispetto per l’autorità qualunque essa sia. La pretesa di avere la parola su tutto, tutto da criticare o sindacare, anche non avendone la facoltà per ignoranza. (colpa del web che ha dato voce a chi un tempo si limitava ad ascoltare?)
    Quel parlare che parlare non è, perché noi si parlava, da ragazzi, si discuteva, anche da più piccoli, anche alle medie, ci si interrogava su questioni varie, cercando con la parola, soluzioni.
    Adesso non parlano. Chattano. E non sanno mettere una parola dietro l’altra. E hanno sempre da protestare. Sarà che io sto in una scuola di frontiera in un quartiere malfamato di Roma (S. Basilio) di cui si sente spesso parlare e non per le opere benefiche… ma sono davvero disgustata. colpa dei genitori? Spesso sì, ma che si pretende da genitori agli arresti domiciliari o in carcere o scampati dal carcere per miracolo… o che hanno come valore assoluto qeullo di fare soldi? Che si pretende da chi difende grossolanamente i figli e mai da ragione ai prof… (pur sapendo che ce l’hanno?) Colpa del ’68, che ha abbattuto schemi di vita senza proporne altri? Non lo so. So solo che sto aspettando d’andare in pensione come fosse il Paradiso!
    Beh… sfoghino, ma oggi mi hanno proprio levato l’anima!

    Ciao Diego.
    Comunque… la vita è bella lo stesso! ;-)

  4. Pasquale ha detto:

    “I bulli non sono strani, sono i frutti del nostro tempo”.
    Bah sai,” I teddy boys signori non è una novità rompevano le scatole già nell’antichità, adesso per lo meno non c’è niente da dire, lo dicono e lo fanno per cinque mila lire”. (Svampa, Patruno-1965).
    Parlare di colpe, oratorio; dei genitori poi, mitologie parentali. Sconcerta anche me, se mai, l’assenza di limiti. La Ybris che attende. Ogni tanto mi prende la voglia di girare armato, basta frequentare un poco i treni TIrano-Milano. Ma sai in Sudan sono lì lì per impiccare una donna che a 13 anni accoltellò il marito di 26 che la violentò fronte ai familiari, ché si constatase l’avvenuto matrimonio. Va bene così, guerra totale. Aspettati il peggio. Ma vedrai che non c’è molto da aspettare, Dieguccio. Hold on.

  5. diegod56 ha detto:

    grazie amici tutti dei commenti interessanti, grazie a L. per la testimonianza dalla linea del fronte

  6. diego ha detto:

    tecnico

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