una sigaretta dal mio cuore

I fari delle macchine si susseguono, là sul cavalcavia davanti al porto. Il flusso di luci sarebbe anche bello, sembra l’inizio d’un film. Ma quante solitudini sulle grandi strade, ognuno nel suo guscio, scaldato dal falso focolare del navigatore. Strade dense di gente che non si parla, non si ascolta, reciproca totale irrilevanza. Certe stradine d’operaia periferia, quando tornavo, salutavo sempre qualcuno, perfino certi litigi, dalle finestre, mi facevano compagnia. Eppure la vera ricchezza, quella che fa star bene, è farsi compagnia. Amicizia, vicinanza, dolcezza, ma anche timido virile silenzio, la sigaretta offerta col pacchetto in mano, quelle nazionali era metafora del cuore, ecco, prendi una sigaretta dal mio cuore. Io stesso, da tutti definito come un brav’uomo, non sono esente del piccolo vischioso egoismo di chi ha troppo, egoismo del pin. Solitudine da bancomat. Diamoci una mossa, torniamo umani, è l’unica soluzione per non impazzire con questo ghiaccio sul cuore.

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meno scrivo, meglio è
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6 risposte a una sigaretta dal mio cuore

  1. Si concordo……umani e presenti 🥀

  2. Grazie, Diego. Sarebbe da leggere ad alta voce…. ¡Abrazos!

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