brezza

Qui nel mio ufficetto, una bella brezza fresca scompagina le carte già disordinatissime delle mie robe. Prima, sul filobus le osservavo. Le ragazzine scendono alla fermata dove incrocia il bus per la spiaggia. Quasi bambine, si vede dell’entusiamo che è la prima estate che vanno al mare da sole. Quanti amori sognati passano sugli schermi degli smart; quanti ricordi, in questi lunghi pomeriggi di prima estate, stanno seminando per il domani, quando diranno «come ero scema!». Ma la vita è così, loro, i fiori della giovinezza, pensano all’amore che arriverà. Io invece alla focaccia. Ma devo esser sobrio e saggio se voglio campare, ma senza focaccia che si campa a fare? Ancora un po’ di brezza, gorgoglia la giannina(*) del caffè delle 5. Meglio che niente, è già un lusso respirare.

(*) modello di caffettiera da me prediletta

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a brezza

  1. Daniela ha detto:

    normali cicli generazionali, ci siam passati pure noi, senza smartphone, ma con altrettante fibrillazioni del cuore…

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