Pausa caffè col commendatore

breve, ironica, pièce teatrale

«Suvvia, caro, ma cosa ci stava a fare un grattacielo per poveri, in mezzo ai grattacieli delle persone dabbene, che li hanno i mezzi per vivere in un grattacielo?»
«Però la sicurezza…»
«Eh sì, il solito piagnisteo di chi reclama quel che non puo’ permettersi. E poi diciamolo, neri e bianchi tutti assieme, i soliti buonisti arruffaguai. E poi, vede caro, quel frigo difettoso indica con chiarezza come i neri non sono predisposti a certi elettrodomestici che, giustamente, in Italia chiamavamo bianchi. Li riempiono di birra scadente poi giù con rutti gutturali, un’indecenza»
«Però mancava un impianto antiincendio…»
«E allora? Sicuramente i neri si son salvati, calandosi come scimmie, guardi, caro, io non sono razzista, semplicemente conosco la zoologia.»
«Certo dottore, lei ha ragione, basta con certe lagne cattocomuniste»

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meno scrivo, meglio è
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5 risposte a Pausa caffè col commendatore

  1. Giuliana ha detto:

    bellissimo! un esempio classico della stronzaggine umana 😄

  2. Suvvia, vorrà dire che, al posto del grattacielo proletario, pianteremo dei nobilissimi “nontiscordardime”.

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