genealogia della dolcezza

Breve è il tratto di strada che mi riporta a casa, nella notte. Nel largo giro attorno al parco, dal finestrino, m’investe il profumo intenso dei gelsomini e dei pitosfori. Odore mielato, forte, quasi sfacciato. Spietata dolcezza della vita fragrante, che non puo’ rimandare la sua stagione. Tutto questo profumo è per le api e gli altri insetti, non è per noi umani, eppure la dolcezza la sentiamo, la nostra bioelettrochimica sensoriale è coinvolta appieno. La dolcezza l’avvertiamo in un sapore come in un profumo, e questo è scontato, olfatto e gusto son fratelli. Ma la dolcezza pure ci si appalesa in un suono, in un bell’accordo per esempio, così come ogni tanto in un sorriso, in uno sguardo. Ed è della stessa natura, tutta la dolcezza è simile negli oscuri labirinti del sè. Ogni sensazione è fisica, ma nello stesso tempo è spirituale. Del resto, il corpomente è tutt’uno.

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meno scrivo, meglio è
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