mamme in salita

Regolarmente, con tristissima puntualità, con l’arrivo del caldo arriva la notizia dei bimbi dimenticati in automobile, uccisi dal calore del sole d’un parcheggio. Non voglio abusare di facile sociologia. E non conosco il caso specifico. Ma so, per certo, che la vita quotidiana di tante donne, pressata dal lavoro, anzi dai lavori, quello fuori e quello domestico, corre ad un ritmo insopportabile. Vite avvelenate dalla fretta, ben lontane dalle garrule mamme degli spot sui sofficini o sulle creme smussarughe. Non è cambiato abbastanza rispetto alle fabbriche ottocentesche, infernali e malsane, quando erano costrette spesso a tenere i bimbi lì con loro, laddove si sfruttava la loro breve giovinezza. Io credo che non sia colpa della mamma, ma di tutto il mondo dove la mamma, faticosamente, arranca le sue giornate.

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11 risposte a mamme in salita

  1. figlia dei fiori ha detto:

    È proprio vero, condivido.

  2. Come parole di polvere ha detto:

    Si vero.

  3. vero si certo, però un attimo…… una donna per quanto presa dagli impegni deve conoscere i propri limiti, deve rispettare la propria umanità, deve imparare a delegare, deve imparar a porsi delle priorità. sono donna, sono mamma ho lavorato proprio quando avevo la bambina piccola, non è stato facile …nemmeno per lei…era la prima ad arrivare all’asilo alle 7 e gli altri arrivavano alle 9…. e non vuole essere un giudizio il mio, ma semmai una critica costruttiva. Lo vedo, faccio volontariato con i bimbi, vedo le mamme … vedo cose che non mi piacciono…. vedo che devono per forza incastrare la loro vita con quella dei figli… loro (alcune) non rinunciano alla palestra, all’aperitivo con le amiche, al film con le amiche, alla pizza con le amiche… non dico che sia un male tutt’altro… è di vitale importanza avere uno spazio per sé . ma tutto nella giusta misura, se in una settimana devi farci stare tutto ciò diventa impegnativa la cosa, l’amore per i figli non è rinuncia o sacrificio, è rispettare i suoi tempi e le sue esigenze prima le loro esigenze e il nostro equilibrio fisico e mentale, e tutto diventa piu’ facile. scusami ma le mamme sono un mondo complesso e non si può dire ” quella mamma siamo tutte noi” se non per il dolore che la divorerà oggi ed in futuro.

    • diegod56 ha detto:

      grazie per la prospettiva interessante da cui affrontare il tema; certo le responsabilità individuali ci sono e, caso per caso, possono anche esser valutate, come dire anche una mamma puo’ aver delle lacune, specie nella cultura edonistica d’oggi; solo vorrei però aggiungere che i figli si generano in due, quindi è giusto che anche i papà siano collaborativi e soprattutto pienamente corresponsabili

  4. ps…scusa gli errori e la forma dei verbi…ma non ho ancora preso il caffè….:-)

  5. Novella Semplici ha detto:

    Condivido in parte il pensiero di Rosa, e aggiungo: mi sorprende come chi vive in famiglia con persone che arrivano a un “burn out” da esaurimento non noti nulla di anomalo. Proprio come quando avvengono tragedie del tipo “madre-uccide-figli”. I problemi psicologici o psichici sono poco conosciuti, ci si vergogna ad ammetterli, se ti rivolgi ai parenti la risposta più comune è “falla meno lunga e vedi di tirarti un po’ su che dipende tutto dal tuo atteggiamento”. Insomma, non c’è considerazione per la fatica psichica di nessuno, ancor meno delle donne. Se parli di esaurimento, sembra che tu sia una malata mentale senza possibilità di recupero, idem se parli di depressione: o “è tutto nella tua mente”, o al’estremo opposto sei condannata a una vita da schifo. Io sono stata a un passo dalla depressione grave, e devo tutto a mio padre che mi ha portato di peso dal medico e mentre tutti (marito ora ex compreso) mi dicevano “no, ma non prendere psicofarmaci che fanno male”, lui mi incoraggiava a fidarmi del medico. Li ho presi sei mesi, scalati, completamente smessi e mai più ripresi. Non sono pazza, ero solo una donna sola con due figli piccoli e una separazione in corso. In questo periodo ho mollato tante cose non essenziali e nessuno è morto. Quindi, quando queste donne stanno male, dove sono gli altri? Mariti in particolar modo? Si può far tanto: ascoltare, essere presenti, sollevare da un peso o da un incarico… Invece si dà sempre per scontato che gli altri debbano farcela da soli. Quindi, mettiamoci la solitudine della donna che ha acquisito compiti aggiuntivi senza perdere quelli precedenti, e mettiamoci anche un radicato pregiudizio nei confronti di tutto ciò che risulti psichiatrico, che viene o sottovalutato o fuggito come la peste. Seconda cosa: l’idea che una donna non sia all’altezza di essere Donna con la D maiuscola se non fa TUTTO e BENE, la trovi principalmente nelle donne. Io ho smesso di stirare. Non mi viene bene, spreco tempo ed energie per poi avere abiti non perfetti. Ho smesso. Vado al parco coi figli, o leggo, o dormo. Se lo confesso in pubblico, non è raro trovare donne che rispondono: ah, io non potrei mai dormire in lenzuola non stirate… Oppure, peggio: ma è indice di negligenza, come a dire: non ti vergogni? Donne, su qualcosa bisogna mollare, convincetevene. Scegliete voi cosa, se vi piace stirare stirate pure, mettete la sveglia un po’ più tardi e arrivate un’ora dopo al lavoro, prendete ferie se vi servono, se siete giù riposatevi, prendete malattia, mollate i pargoli a qualcuno, pagate una colf o una tata, mollate lo sport per qualche tempo, mettete su qualche chilo impunemente… Quello che volete. Ma liberiamoci per favore da questa malsana idea che dobbiamo saper fare e tenere testa a tutto. Non ce la si fa. E chi dice che ce la fa, o mente o ha aiuti extra. Hanno interesse a farcelo credere che ci si può fare, come il classico bastone e carota. Ce la puoi fare, ce la puoi fare, ce la puoi fare ed essere bella, magra, avere figli, lavorare, campare a insalatine, due ore di palestra, essere la prima in ufficio, solleticare il desiderio maschile invece di crollare addormentata alle 21, aver casa pulita, e far avanzare qualcosa dello stipendio per i vizi aggiuntivi… E magari visto che in settimana non sei mai stata a casa a riposare, nel week end il marito pretende anche di uscire perché bisogna svagarsi… E quindi via a macinare chilometri per svago… Bisogna semplicemente saper riconoscere quando siamo al limite e fermarsi. Anche se la società odierna pare non volercelo permettere, ma in fondo siamo noi a scegliere come vivere nonostante i tanti condizionamenti. Scusate il lungo vaneggiamento.

  6. diegod56 ha detto:

    grazie, un commento di grande valore e interesse, cara N.

  7. Niente da aggiungere se non che è sconfortante.

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