«Poesia» in due modi

«Poesia», vocabolo che indica almeno due diversi oggetti. Il primo è la poesia scritta, i versi, quel sapiente ed evocativo uso della parola. Antichissima umana capacità, pensiamo ad Omero, alla divina Saffo, e così tutti i poeti sul nastro dei secoli. Ma «poesia» è anche un evento esistenziale, una percezione non scritta, talvolta inconsapevole perfino. Poesia la commozione d’un saluto dal finestrino del treno, poesia la carezza ad una vecchia, indifesa, ammalata, madre. Poesia preparare le briciole di pane sul davanzale, per i passeri. Poesia respirare profondo il sentore dell’erba tagliata un mattino di primavera. Poesia le luci del porto, mentre la città scivola nella notte. Le parole scritte certo hanno la capacità di conservare, rapprendere, liofilizzare per una durata anche millenaria il sapore dell’esperienza poetica. La poesia rievoca la poesia avvenuta prima. Ecco due modi di leggere il vocabolo «poesia».

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meno scrivo, meglio è
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2 risposte a «Poesia» in due modi

  1. Pasquale ha detto:

    Scusa Diego non si tratta di poesia, ma di Gozzano.

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