leggere e scrivere, troppo difficile?

R. è un caro, vecchio amico. Sotto ai portici, un incontro gradito e inusuale, lui non passa quasi mai di lì. Insegna, credo matematica o informatica, in una scuola superiore. Non è un insegnante da sempre, è stato imprenditore e tante altre cose, quindi conosce bene il mondo. «È un dramma la scuola», e il motivo, presto detto: «I ragazzi sono spesso quasi analfabeti, è spesso impossibile farsi capire, e gli insegnanti d’italiano hanno la percezione dell’impotenza di fronte al disastro». Ma alle elementari, non si dovrebbe insegnare poche cose e bene: cioè due cose, leggere e scrivere? Mia nonna, che aveva fatto la quinta elementare e si sentiva un’intellettuale perché aveva fatto la bidella al liceo classico, scriveva benissimo, sia come grammatica che come calligrafia. Non so, cinquant’anni di avanzatissima pedagogia a cosa son serviti? Si dirà che i tempi attuali son difficili. Ma mio padre, che ha imparato a scrivere e leggere sotto i bombardamenti, perché sa scrivere correttamente? Sono un reazionario, pazienza, ma è ora di scrivere un po’ di scomode verità.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in ironia culturale, momenti. Contrassegna il permalink.

4 risposte a leggere e scrivere, troppo difficile?

  1. Novella Semplici ha detto:

    Mio figlio grande ha cominciato solo alle medie a fare testi, dicono che è il nuovo programma. Noi iniziavamo prestissimo. Libri se ne leggono sempre meno (ed è la lettura che insegna, non dimentichiamolo, anche a scrivere). La comunicazione principale è diventata quella di sms e whatsapp, dove la lingua va a farsi friggere in favore di gergo e brevità. Ma credo anche che lo studio di per sé sia in crisi. Perché lo si dà per scontato ormai. I miei nonni erano contadini, sapevano leggere e scrivere anche se poco e hanno fatto di tutto perché mio padre studiasse e non facesse il contadino come loro. Mia madre è entrata in fabbrica a 12 anni, la terza di nove figli, e mi ha sempre detto: tu studia, il resto verrà da sé. Per questo ho sempre avuto un sacro timore della scuola, che per me è sempre stata un dovere oltre che un diritto. Oggi invece i giovani più “fighi”, passatemi il termine, sono quelli che aspirano a fare il calciatore e la modella, o figure simili che abbiano successo e che non necessariamente passa dai banchi di scuola, anzi: spesso sono qualità che la scuola neanche conosce. La scuola è una noia, la scuola è una corvée. Poi non lamentiamoci quando i figli degli immigrati, che arrivano con la sacra voglia di migliorarsi, ci passano avanti. E’ giusto così. Ai miei figli queste cose le ripeto sempre, e devo dire che a scuola vanno bene, ma si nota come la vivano in modo nettamente diverso da come la vivevamo poche generazioni fa, quando era un mezzo di riscatto ricercato a suon di sacrifici. Ahimé, il benessere…

  2. Sara ha detto:

    Seguo il figlio di un’amica, ma ti assicuro, persone perbene,un caro ragazzo, tuttavia e non c’è verso:la prof. è cattiva, la prof. è scema, etc.
    Gli ho prestato il Barone rampante lo scorso dicembre e ad oggi non l’ha letto.

    • diegod56 ha detto:

      difficile dire per un singolo quale sia la causa, cara Sara, però è vero che il fenomeno è vasto e preoccupante

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...