sull’eleganza [2. eleganza e natura]

Sono convinto della natura assolutamente antropica dell’eleganza. Si è affermato, e non a torto, che appare elegante ciò che è misurato, μέτρον forse è il termine greco (ma io non sono attendibile), ma certo è che il senso della misura è un concetto cardine della grecità, dalla cui eredità s’è intessuta la cultura europea. Ma la natura, puo’ essere elegante? Appare elegante, ma non la puo’ essere intimamente. Appare elegante il cigno, il gabbiano sull’orizzonte vasto del mare, la sinuosa potenza d’un cavallo bianco. Ma la natura, specie il potente e inarrestabile βίος, è tutto meno che intrisa del senso della misura. L’abbondanza, lo spreco, il rigoglioso sono incardinati nella potenza della vita. Un coniglietto bianco è anche bello, forse elegante volendo, ma una coniglia che, per sua natura, sforna decine di piccoli non puo’ avere il senso della misura. La spietatezza della vita naturale prevede una vita traboccante perché possa, nonostante il filtro duro della morte, continuare, reingenerarsi in una lotta mai chetata. Leggere dunque, probabilmente rileggere, il famoso brano dello Zibaldone. Tornando all’eleganza: è un concetto squisitamente umano, anche quando si declina in forme mutuate dalla natura, come le splendide fitoformi vetrate liberty di certi edifici. Ci torneremo su.

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meno scrivo, meglio è
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8 risposte a sull’eleganza [2. eleganza e natura]

  1. Come parole di polvere ha detto:

    😁🤗

  2. diegod56 ha detto:

    sono un pessimo inteprete delle emoticons, però credo di poter dire «grazie»

  3. Pasquale ha detto:

    Scusa DIego, come fai ad assegnare punti di vista del soggetto percipiente, tu per esempio, al mondo che non ha punti di vista. Agli animali che forse li hanno ma non ce li dicono. Stando solo al cigno è elegante per me che vi vedo bene la misura, come la vedo nella tigre e nel felino in genere, anche quando fa la cacca. Le piante hanno un’anima e la rivelano nella forma straordinaria che il liberty ha copiato. Questione di percezione. Tu sembri da sempre alla ricerca di valori e assoluti. Poco greco, politeista, che la ratio trovò dov’è, in natura; molto giudaico, scotomico e ossessivo, semita che della natura se ne fotte e ha inventato la bibbia e i muri. Gli ipse dixit senza geometria. Poi un suggerimento, sta attento ai refusi, rileggi senza fretta ciò che scrivi.

    P.s. dove l’hai vista la sinuosa potenza in un cavallo e bianco, nella pubblicità?

    • diegod56 ha detto:

      Appunto l’eleganza, caro Pasquale, non appartiene agli animali, alle piante, a nessuna delle cose dove noi umani la vediamo, quindi è espressione di una cultura; certo anche la pubblicità fa parte dell’immaginario, spesso è arte non banale. Proprio perchè non credo in valori assoluti li cerco, ne cerco il segno, il desiderio di raffigurarli, l’aspirazione irrisolta.
      Per i refusi hai ragione, è che sto anche lavorando (ad un messale, per inciso..)

      • Pasquale ha detto:

        Diego insisto, sii logico, se asserisci che l’eleganza è di natura assolutamente antropica- ovvero connaturata all’umano, una categoria dell’umano, e più oltre che la natura può sembrare elegante ma non lo è, neghi a ciò che è naturale il valore o il segno dell’eleganza, che, come dici tu, è invece culturale, ovvero umano, ovvero impressione dell’umano. Guardati intorno allora. Preferisco il volo di un airone ai sandaloni e ai bragoni che ci aspettano tra poco al varco, tanto che ho diramato ukase agli studenti, eleganti per cultura devo intendere, che non tollererò, almeno agli esami, deroghe alla giacca e alla cravatta. Un gatto non ne avrebbe bisogno, Il gesto di uno zampino ne fa un elegante naturale. Miao.

        • diegod56 ha detto:

          Scusa Pasquale, tu sei un essere umano, quindi antropico è il tuo atteggiamento sull’eleganza; e fai bene ad imporre giacca e cravatta, anche se non sei un capo zona del folletto; grazie caro Pasquale

  4. LoenzoC ha detto:

    Gli esseri viventi evolvono per essere funzionali.
    Quindi se la funzionalità è elegante, allora gli esseri viventi sono eleganti.

    • diegod56 ha detto:

      Hai scritto un’osservazione non banale. Però gli esseri viventi non si evolvono per una funzionalità intenzionale. Ho letto e riletto Darwin e l’evoluzione va molto a caso, sono tentativi rizomatici che la lotta per la sopravvivenza filtra, ma certamente c’è molto «spreco», tentativi non riusciti. Comunque, certamente c’è un’eleganza naturale, ma è diversa da quella antropica. A latere, trovo elegante il fatto che le quattro basi del DNA siano i mattoncini per tutta la vita, ma è un’eleganza secondo me diversa.

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