ritoccare, velare, cioè ricordare

«Una delle condizioni del ricordo è l’oblìo, apparente opposto alla memoria ma di fatto parte di essa affinché il ricordare rimanga significativo e cioè selettivo dell’accaduto. In un individuo ipermnesico, che non riesce a dimenticare nulla, la mente si trasforma in un coacevo di sensazioni, immagini, emozioni, prive di un significato coerente poiché è anche la selezione dei ricordi, il loro continuo essere cancellati e riscritti, a dare un senso attivo, vitale, funzionale alla memoria. L’oblìo è anche un dono degli dèi, un modo per annullare il dolore degli eventi, dissolvere l’angoscia degli errori compiuti e subiti, in modo da poter ancora vivere proiettati nella cura del futuro.» (A.G. Biuso, La mente temporale, Carocci 2009, pag. 198)

Certo noi scrivani del web ci lasciamo spesso catturare dai ricordi. Nei colori vibratili, sanguigni, a volte tenui, a volte cupi, del ricordo intingiamo la penna (o il pennello per insistere sulla metafora pittorica). I ricordi son preziosi, ma pericolosi se non rivissuti con quieta ironia. Giustamente ci ricorda il filosofo Biuso che i ricordi son sempre riscritti (e questo tema è una nervatura essenziale della Recherche). Quindi è importante anche il dimenticare, lo sfrondare, il metter da parte, così come anche il ritoccare, velare, talvolta reinventare. A volte ci si sente in colpa per non aver raccontato esattamente come si sono svolti i fatti, ma era assolutamente necessario, la parte più vera di noi è l’invenzione o meglio l’interpretazione. Ciò che è opportunamente raccontato è più vero d’una meccanica cronologia. Il tempo non è cronologia, ma senso del vissuto.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in ironia culturale, momenti e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a ritoccare, velare, cioè ricordare

  1. Daniela ha detto:

    tendenzialmente il meccanismo interno del mio cervello cerca di obliare ricordi che non vorrebbe mai riaffiorassero col tempo,ma anche se è attivo questo processo di nettatura dei ricordi,sono concorde sull’ultima frase del tuo post, tutto quanto il nostro passato è storia vissuta ,più o meno profondamente, ed è difficile darne una versione modificata poichè fa parte del nostro stesso modo di essere oggi.

  2. I ricordi ci aiutano a migliorare noi stessi.

    • diegod56 ha detto:

      dolce Princy, certo i bei ricordi sono un tesoro importante, però credo che la capacità di goderne sia una qualità da coltivare nel presente; io penso anche a come sono intrisi di ricordi i tuoi bei libri, sicuramente c’è un’elaborazione, una dedizione ai ricordi molto «attiva»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...