grafoterapia

Fitta pioggia sottile, tetti lucidi, una città quasi impassibile. Trafficare delle tante vite. Vite veloci dei giovani, intrise d’energia e, nel contempo, d’incertezza. Vite lente dei vecchi, piegate su piccoli e grandi dolori, in lunghe soste fra mobili consunti. Riposo, si chiama, ma forse è più fuga, oblìo, in attesa delle minestrine della cena. Scatarra e romba come  tosse rancorosa questo vecchio bus, destinazione gli ambulatori asl. Ma almeno questo rumore copre il silenzio. «Sì la asl è fra due fermate» qualcuno sempre lo chiede. Lì scendiamo tutti, scarica e carica arrancanti vecchiezze. Io, per la verità, ci abito vicino, mi curo da solo, a volte con la musica, a volte con la poesia, a volte con un libro. Pioggia autunnale, che inverno strano in una città quasi impassibile. Scriviamo due righette, che ci fa bene.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a grafoterapia

  1. yourborderline ha detto:

    bellino..bravo o brava?

    • diegod56 ha detto:

      non è banale l’indeterminatezza che sta insita nel testo; non ci avevo mai pensato, grazie

      son due righette, appunto appunti, semplicemente appunti

  2. È il motivo principale per cui scriviamo. Fa bene all’anima.

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