Che occhi grandi che hai, robottino.

In alcune circostanze della vita, capita anche a me di guardare la televisione. Vorrei ragionare sullo spot delle Poste Italiane.

Sicuramente girato con dovizia di mezzi (del resto i gruzzoli postali dei pensionati retributivi lo permettono). Rispetto il gran lavoro di pubblicitari e tecnici, rispetto l’azienda così importante per tanti utenti. Ma lo spot è, secondo me, minaccioso. Una minaccia subdola e arguta. Abbondanza di sorrisi, di umane espressioni, il robottino tenero è in realtà il tentativo di far entrare la tecnologia nella rete delle relazioni umane, celando quel che di problematico comporta. Nulla è più pericoloso d’un sorriso che annuncia «nuove formule». Banale ripeterlo: un congegno elettronico non è un uomo in carne e ossa, è un lavoratore che non deve esser pagato, che non se la prenderà a male quando, ormai vecchio, verrà smontato e riciclato, non pretenderà d’avere una pensione. Secondo me il desiderio di farci amare la tecnologia col robottino tenero è il classico lupo travestito da nonna, come nella favola di Cappuccetto Rosso. Che occhi grandi che hai, robottino.

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meno scrivo, meglio è
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6 risposte a Che occhi grandi che hai, robottino.

  1. diegod56 ha detto:

    grazie Luigi Maria, io in effetti mi limito a considerazioni sulla comunicazione, a mio avviso troppo scopertamente «tenera», comunque è chiaro che i problemi seri ci sono e, temo, ci saranno

  2. Novella Semplici ha detto:

    Problema vecchio ma nuovo: l’automazione spinta che toglie lavoro. Ne parlava, anni fa ormai, don Lorenzo MIlani, ed eravamo appena agli albori. Un telaio più veloce vuol dire poter fare meno fatica per il lavoratore, ma siccome il profitto deve crescere, per il lavoratore non cambia niente perché invece che uno viene obbligato a seguire tre telai. Ma in questo modo serve meno personale, da cui la necessità di ristrutturare (leggi licenziare). Ci stiamo già facendo i conti, ma è ancora poco. Nella società della tecnologia sspinta sarà necessario ripensare il ruolo del lavoro manuale, perché o ci specializza in settori dove l’uomo resta indispensabile oppure il lavoro com’è inteso oggi non esisterà più. Argomento molto interessante, nessuno credo che sia in grado di comprendere ancora tutte le implicazioni.

    • diegod56 ha detto:

      il problema è molto grande; io propendo per una redistribuzione diretta, diciamo «reddito di cittadinanza», anche se la questione è complessa

      grazie N.

  3. popof1955 ha detto:

    Eh si, il guaio è che il postino paga le tasse e il robot no. Sto pensando di smetterla di fare bonifici e pagamenti vari on line, pago lo stesso 1 o 2 € di commissione e non c’è nessuno che mi saluta.

    • diegod56 ha detto:

      sono d’accordo popof, voglio lo sportello e l’impiegato, non mi interessa neanche l’elemosina d’uno spicciolo, odio il lavoro rubato dalle macchine

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