due targhe, lembo di periferia

Pioggia sottile, scorre il lembo di periferia dai vetri del filobus. Dopo una rotonda, un tratto di strada dove i negozi si sono arresi, lasciando saracinesche chiuse e tanto vistosi quanto tristi cartelli «vendesi e/o affittasi». Qualche studio dentistico ha preso lo spazio, qualche bottega di parrucchiera cinese, insomma dalla vendita ai servizi alla persona. Poco oltre un emporio arabo ormai chiuso, i vetri opalini d’uno studio dall’incerta attribuzione. Leggo nitide due targhe, saggia condivisione di spese fra professionisti. Sopra una sobria scritta «Podologo». Attività di non banale utilità, visti i tanti malanni che affliggono gli stanchi piedi d’una popolazione invecchiata. Sotto l’altra targa. Una bella consonante greca (a chi non ha fatto il classico sembra un verme che balla la rumba) e la scritta «Psicologa». In me questa condivisione del locale suscita un po’ d’ironia. Ma anche la nobile «psyké» ha i suoi duroni e i suoi occhi di pernice. Va bene così.

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meno scrivo, meglio è
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2 risposte a due targhe, lembo di periferia

  1. diegod56 ha detto:

    un po’ d’ironia ci vuole, grazie cara L.

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