Dentro ogni nostra cellula c’è un’altra forma di vita

Per Nietzsche, come appunto per i Greci, la zoé è la vita al di là della pluralità delle sue forme, la vita in tutte le sue espressioni, che nessuno e niente potrà mai comprimere – se non il Tempo che tutto divora – mentre bìos è la vita individuata, soggettiva, è il corpo che c’è qui ora, è il mio corpo che esiste da una certa quantità di anni e fra una certa quantità di anni si dissolverà e non ci sarà più. (A. G. Biuso, Nomadismo e Benedizione, Di Girolamo 2006, pag. 93)

Mitocondrio Mon Amour” di Enzo Soresi è un libro denso, interessante, scritto con brio e ironia. A mio avviso è fuorviante il sottotitolo: “Strategie di un medico per vivere meglio e più a lungo”, non perché questo aspetto non sia presente, ma perché puo’ indurre all’idea che sia solo un manuale, uno dei tanti libri che vogliono spiegarci come fare questo o quello. In effetti si vendono bene libri così e capisco lo scopo del sottotitolo. Ma questo testo è molto di più. Molto più ampio e profondo è l’orizzonte che ci svela, è un libro anche per capire chi siamo, cosa siamo, noi umani.

Cos’è questo benedetto mitocondrio? È un batterio, costituito da una cellula procariota, molto semplificata rispetto ad una cellula eucariota (che, differenza fondamentale, è dotata di un nucleo). Le cellule del corpo umano sono eucariote, ma tutto è cominciato dall’incontro col mitocondrio, molto, molto tempo fa.

«La relazione fra il mitocondrio e la cellula si è sviluppata, casualmente, milioni di anni fa con un meccanismo definito in biologia di endosimbiosi. I mitocondri erano, con tutta probabilità, batteri simbionti, che molto tempo fa si sono uniti alla cellula. […] La vita sulla terra, che era in fieri con la presenza di cellule eucariote (che vivevano in assenza di ossigeno) è sorta solo quando questa cellula primitiva e imbelle è stata infettata da un microbo proveniente da chissà dove e denominato successivamente mitocondrio. È stata un’infezione stimolante, in quanto questo batterio ha cominciato a produrre energia utilizzando un gas, l’ossigeno, che era addirittura tossico per la cellula primordiale. La disponibilità energetica fornita dall’ossigeno ha permesso alla cellula di mostrare le sue potenzialità nascoste, inattive nel DNA nucleare. In breve, in una serie continua di generazioni e selezioni, si sono differenziati vari ceppi cellulari che hanno dato vita a diversi organi e hanno permesso la comparsa degli organismi pluricellulari, dalle alghe ai lieviti, ai funghi fino ad arrivare attraverso tutta la scala animale all’Homo sapiens.» (pag. 96)

A me, incolto uomo della strada, questa faccenda fa impressione. Dentro ogni nostra cellula c’è un’altra forma di vita che, capace di produrre energia con l’ossigeno, è il vero motore del nostro vivere. E questi mitocondri hanno un DNA proprio, diverso dal nostro, il famoso DNA mitocondriale. Tra l’altro è stato utile per risalire alla famosa «Eva africana», dato che, niente male come colpo al maschilismo della specie, si trasmette solo per via materna.

Naturalmente il Prof. Soresi poi spiega anche, con sincera vocazione ippocratica (insomma vuole che il libro ci aiuti a campare meglio) come una buona manutenzione dei mitocondri ci farà campare a lungo e soprattutto meglio, che è quel che conta.

Fra i protagonisti di questo viaggio nella complessità umana, ovviamente abbiamo il cervello, e con esso tutto quel fenomeno complesso definibile «mente», quell’incredibile intreccio fra eventi interni al corpo e vicende vissute. L’atto del comunicare fra organi, fra cervello e strutture immunitarie, è essenziale ad un organismo vivo, e la biologia riserva sempre nuove scoperte. Scoperte che ci rendono sempre più chiaro come un essere vivente, anche un uomo, sia un sistema complesso, un mondo, una serie di coesistenze il cui equilibrio è fondamentale.

E quel che stupisce è come il vissuto, la nostra vicenda del vivere autonarrata, si innesti in continua interazione con le vicende della nostra biologia. Ci aveva visto giusto il filosofo coi baffoni a proposito della natura biologica delle emozioni, anche le più «alte».

A questo proposito un richiamo ad paragrafo dal titolo assai significativo: «Neuropeptidi ed emozioni». Tutto il corpo è pervaso di queste stazioni di comunicazione biochimica. Farsi coraggio e leggerlo, lo ha compreso anche una zappa come me.

«I NP sono frazioni di proteine, costituite da aminoacidi legati fra di loro con legame peptidico. I peptidi si sviluppano direttamente dal DNA e, una volta prodotti dalla cellula, si accumulano in piccole sfere nelle sinapsi, in attesa di essere liberati da uno stimolo elettromagnetico. Questo campo dei NP apre una nuova interpretazione sul funzionamento del cervello, che quindi non è rigidamente lineare come si pensava fino a pochi anni fa bensì, grazie ai peptidi, può sviluppare una comunicazione a distanza. Questo vale per tutti i NP all’interno del corpo, in quanto tendono a fissarsi ovunque ai recettori specifici. La biochimica delle emozioni, pertanto, ci porta a una nuova interpretazione della risposta emozionale» (pag. 147)

Il libro contiene, come ho già avvertito, molte indicazioni sul modo di invecchiare meglio e il tutto in una scrittura ironica, a tratti autobiografica, intensamente umana. Un vero medico cura soprattutto con l’amicizia, ma questo e altri argomenti, chi vorrà se li andrà a leggere.

Segnalo l’idea, ottima, di fornire col libro di carta, compreso nel prezzo, il libro in forma elettronica.
Per non far invecchiare nessuno leggendo troppo, la chiudo qui.

Enzo Soresi, Pierangelo Garzia
Mitocondrio Mon Amour
Utet, 2015
pp. 230

 

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a Dentro ogni nostra cellula c’è un’altra forma di vita

  1. Novella Semplici ha detto:

    Interessanti questi approcci scientifici in libri gradevoli dal punto di vista della lettura. Dovrebbero essercene di più.

    • diegod56 ha detto:

      io credo, cara N., che i testi scientifici divulgativi siano letture appassionanti, per la «poesia» insita nel dilemma della vita stessa; pensa quanto facesse riferimento al problema del rapporto con la natura un poeta immenso come Leopardi

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