regalo e antiregalo, nuove frontiere della fisica natalizia

Scaffali, cantine, ripostigli, armadi. La maggior parte di noi, ingozzati come le povere oche da decenni di consumismo, abbiamo ogni pertugio casalingo ingombro di infinite cianfrusaglie. L’orchestra della propaganda natalizia come ogni anno suona la fanfara dell’acquisto, giocando sul pericoloso senso di colpa del non regalare qualcosa a chi vogliamo bene o siamo comunque amici. Per motivi di lavoro, anch’io faccio la mia parte in questa insensata danza, ma debbo pur’io guadagnar la pagnotta. Però, con ribellismo pericoloso, propongo un’idea nuova, un regalo che non aggravi l’ingozzamento suesposto e al contempo plachi il senso di colpa del non-regalo. Il regalo che propongo è rovesciato: ti regalo il gesto nobile di venire a casa tua e portarmi via una qualche inutile paccottoglia, magari qualcosa che io stesso ti regalai anni addietro. Il regalo originale, autentico, corroborante è venire con una bella scatola vuota, tu ci metti dentro qualche pizzardone che non vuoi più, e me lo porto via. Ovviamente non accetto vecchie suocere (salvo non abbiano una pensione da ex deputato regionale). Babbo Natale, per i grandi, viene col sacco vuoto e se ne va col sacco pieno. Che idea, ragazzi. Così come c’è materia e antimateria, così c’è regalo e antiregalo.

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meno scrivo, meglio è
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