Ottocento, luce, aria e femminilità

L’Ottocento, specie nella seconda metà, ha il fascino d’un tramonto. Tramontano le certezze, tramonta un mondo antico ed ancorato ai ritmi delle stagioni. Sono al trionfo i borghesi, nuove consapevolezze d’un pulsare di macchine che sarà sempre più accelerato. Ancora non si conosce le immani tragedie del Novecento. Ma i pittori, più che altro, amano la pittura, anche se la pittura lascia sempre intravvedere, quella interessante, l’irrequietezza. Inquietudini del singolo e anche d’una generazione.

De Nittis fu cacciato dall’accademia di Napoli (così narra wikipedia, com’è facile sembrar eruditi, nel 2016…), ma tutti gli spiriti liberi tendono ad esser cacciati.

Ho visto dal vero, finalmente, qualche piccolo capolavoro. Piccolo in senso oggettivo, son tavole piccole.

appuntam-alboscodiportici
De Nittis, Appuntamento nel bosco di Portici, 1864

Son furbi, i pittori. Almeno nell’Ottocento lo erano. C’è una piccola storia, in questo caso abbastanza piccante, sembra un appuntamento clandestino. Ma è chiaro come quel che interessava era la luce, l’aria, le vibratili sensazioni visive. Certo gli artisti amavano le donne (e le donne spesso ricambiavano), ma erano anche e soprattutto figure d’intrinseca grazia, preziosi elementi per «fare» pittura.

Cos’è la realtà? È la nostra sensazione? È l’inevitabile contaminazione fra il dato sensoriale e le storie che abbiamo vissuto, le luci che ci hanno stupito. Anche se un quadro ferma un attimo, lo colloca comunque fra un prima, un dopo, un forse ed anche, pensando al tardo Ottocento, nel profumo d’un vago rimpianto.

 

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in ironia culturale, momenti. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Ottocento, luce, aria e femminilità

  1. dafnevisconti ha detto:

    semplicemente fantastico

  2. Pasquale ha detto:

    Signor Bruschi, ch’el staga atent, COSÈ la realtà in questo caso è un refuso grande come una casa. Per il resto non sono d’accordo per niente. Mi pare che il tuo forsennato gozzanismo, mister malombra, interpreti tutto alla luce dei suoi/tuoi rammarichi e rimpianti. Il XIX secolo, più di ogni altro è stato fino al 1914, lo so è un paradosso cronologico, un’epoca di massima fattività e produttività in ogni campo. Guarda il pensiero politico che prima semplicemente non esisteva. In arte basterebbe fermarsi al romanzo e al melodramma. E in pittura, sono passi avanti, ribaltamenti, non dei guardarsi indietro a rimpiangere, e cosa poi, quelli che furon fatti. Questo stando a quanto scrivevano di sé i grandi grandi. De Nittis era bravo ma dell’impressionismo capì soltanto l’aspetto esteriore, tecnico. Non capì, o non volle osservare, mi pare si possa dire, che Corot o molto prima Turner non era un modo di dipingere. Se qualcuno ha influenzato poi il De Nittis, è statao Visconti Luchino, quello sì un attardato, un rimpiangente senza fine. Il secolo invece credo fosse diffusamente inteso, stando alle letture, intriso di fiducia nelle magnifiche sorti e progressive. E nella lotta. Specie nel periodo avanzato, quello che tu chiami del tramonto che a mio modo di vedere, non corrisponde a nessuna seconda metà. Il secolo cambiò registro mi pare a ogni giro di decennio se non più rapidamente. Enfin anche in pittura; rifletti che Picasso è arrivato prima di Picasso con Cézanne. E non solo. Il secolo ha preparato il seguente e la sua disfatta politica, certo, ma non creativa. È qui girato l’angolo, anzi sotto i nostri piedi che presto si calpesteranno da soli, il tramonto definitivo, che è tramonto, fine, crollo di civiltà. Ci è voluto un po’ ma ci siamo riusciti a farci fuori; inizio approsimativo della fine, 28 giugno 1914. Data approssimativa del collasso, forse il 2030. Ma certezze sulla data non ci sono. Prossima però.
    Ti proibisco di ascoltare De André, che era solo un canzonettaro supponente, e basta con Gozzano, Che s’ingozzino.P.

    • poetella ha detto:

      … certo che, pure qui, in questo commento, dico, c’è n’è di refusi.
      A parte il tono saccente che spero sia da intendersi ironico.
      Lo spero tanto…

    • diegod56 ha detto:

      sono gozzaniano amico mio, ormai inguaribile; ma apprezzo moltissimo ogni commento denso e interessante, però debbo rileggerti con calma; per il refuso, grazie, ci metto mano

    • diegod56 ha detto:

      De Andrè, sentendo pareri di chi lo ha conosciuto di persona, ai bagni di Genova dove andava da ragazzo, non era umanamente un simpatico, e ci credo. Ma che sono solo canzonette io lo so, ma mi piacciono in quanto tali, del resto io, vecchio strimpellatore da campeggio al mare, oltre non vado. Sul tramonto, mi piace assai Spengler, ma ci torneremo su.

  3. poetella ha detto:

    Ma che bel post, Diego!

  4. preso e messo sul desktop !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...