Come pesci nella rete

Il web è un mare, un immenso oceano dove stiamo nuotando. Io che scrivo queste righette, chi, non avendo meglio da fare, le sta leggendo, e così miliardi fra gli umani che arrancano sul pianeta. Ma questo mare è infido, profondo, pericoloso. Questo il monito che emerge dal libro «Come pesci nella rete» scritto da Alessandro Curioni. Per mestiere, questo signore, s’occupa proprio di sicurezza, aiuta le imprese a non forare stupidamente lo scafo del vascello durante la navigazione. Il problema fondamentale è l’inconsapevolezza.

«Inconsapevoli. Non c’è aggettivo migliore per definirvi. Non siete cattivi e neppure stupidi, semplicemente non sapete bene dove vi trovate e come dovreste comportarvi. Siete stati catapultati in un mondo, quello delle nuove tecnologie, che non potete fare a meno di utilizzare, ma non siete disposti a conoscerlo, non dico come dei tecnici, ma almeno quel tanto che serve. In fondo per guidare un’auto non è necessario essere meccanici, ma avere la patente sì. Per questa ragione trovo il paragone con gli gnu e le foche [metafora che ricorre spesso nel testo, n.d.r.] almeno in parte calzante. Osservandoli dall’esterno appare chiaro che molti di loro saranno vittime dei predatori ma, non di meno, continuano ad attraversare il Serengeti e a sguazzare al largo delle coste di Città del Capo. Voi apparite così, soltanto che, non essendo degli gnu e neppure delle foche, lasciate molto più perplessi.» (pag. 105)

L’autore racconta (racconti di fantasia nei nomi, ma autentici nell’accadimento) di guai molto seri in cui sono incappate anche persone sicuramente intelligenti e di buon livello culturale. Secondo me questi racconti ci fanno capire, più di alate e colte considerazioni, quanto l’osmosi fra la nostra vita materiale, corporea, biologica e i meccanismi, le logiche, i poteri del web, sia ormai totale, irrimediabile. Ormai del web non si puo’ fare a meno, dimenticare un pin è peggio che non ricordare il proprio nome, ormai una parte di noi, del nostro stesso mondo, è intrecciato col web, perfino la nostra mente (nella concezione estesa del termine) si trova in parte lì allocata.
Il Curioni però ci avverte che molti di noi esagerano, riversano sul web troppi dettagli, troppi aspetti della vita privata, tendono a vivere in diretta sul social network. Ma ci si potrebbe domandare, e allora? Se mi piace mettere molto di me su facebook che male c’è? Un pericolo ampiamente sottovalutato è il furto d’identità, appetibile (e facile) opportunità per tanti malintenzionati.

«La celebre frase “In futuro tutti saranno famosi per quindici minuti” si è rivelata una previsione decisamente pessimistica, visto che oggi si puo’ esserlo “per sempre”, che lo si voglia o meno, anche perché sembra che Internet sia molto restio a dimenticare. Proprio questo scenario rende ciascuno di voi altamente accessibile. Se dieci anni fa per scoprire dove lavoravate, quali erano i vostri hobby, chi erano i vostri amici e conoscenti, probabilmente avrebbero dovuto pedinarvi e frugare nella vostra spazzatura, magari per intere settimane, oggi basta navigare per una decina di minuti tra Google e i social network per avere un profilo molto dettagliato e questo, tenetelo presente, è un vostro problema.» (pag. 18)

Un furto d’identità, cioè il potersi fingere qualcun altro sul web, è relativamente facile. L’autore fa alcuni esempi, evidenziando che il furto della nostra identità spesso non serve per colpire noi, ma per ingannare chi ci conosce, siano essi amici oppure l’azienda o l’organizzazione di cui facciamo parte. Nel testo vi sono anche suggerimenti pratici (è un manuale, non è un saggio filosofico).
Ma anche se il Curioni non ha intenzioni filosofiche e neppure sociali il testo è prezioso per riflettere sulla potenza di questo incontenibile magma fatto di dati che freneticamente s’accumulano e s’intrecciano, avvolgono le nostre vite. Un atteggiamento almeno non stupidamente entusiasta è il minimo che dobbiamo offrire alla nostra intelligenza e dignità.

Il testo mette un po’ di sana ansia, essere le foche nei pressi dello squalo non è proprio rilassante.

«Questo maledetto libro vi sta mettendo un po’ in ansia e questa immagine mentale di voi rappresentati come una foca, che sguazza felice nell’oceano pochi attimi prima di essere divorata da uno squalo, proprio vi disturba. Se così è, allora siete a buon punto nella vostra presa di coscienza» (pag. 85)

Sono molto convinto che l’internet sia un’opportunità, una possibilità di comunicazione preziosa, ma dobbiamo renderci bene conto che noi, le nostre vite, più le ficchiamo lì dentro, più siamo merce, preda, in un mare che non conosce limiti, nè spaziotemporali, nè morali.
A più riprese si accenna all’inferno smisurato del Deep Web, un aspetto poco noto a noi ignari pesci di superficie, ma io mi fermo qui, chi leggerà il libro avrà le giuste delucidazioni.
«La potenza infera della rete», così il filosofo A.G.Biuso intitola la sua recensione sul «Manifesto». Ed è una buona definizione, così come è giusta l’intuizione di Biuso nel trarre da quello che è, per dichiarata intenzione, un semplice manuale, una visione esatta, potente, di questo enorme fenomeno antropologico che è la rete.
Non male il design della copertina.
E ora, tutti ad aggiornare le password, che non si sa mai!

Alessandro Curioni
Come pesci nella rete
Mimesis, 2016
pp. 145

 

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
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10 risposte a Come pesci nella rete

  1. Biuso ha detto:

    Caro Diego, hai scritto una recensione attenta, vivacissima, che in poche parole riassume assai bene il significato e lo scopo del libro di Alessandro Curioni. Le riflessioni che dedichi a ciò che leggi fanno venire voglia di leggere. E questo è un dono.

    • diegod56 ha detto:

      che dire Alberto carissimo, è stata la tua recensione a spingermi alla lettura (e di questi tempi per vari motivi ho anche poco tempo per leggere), del resto la tua attenzione al rapporto fra l’umano e le tecnologie è un tratto distintivo del tuo essere filosofo nel nostro tempo; grazie come sempre del tuo apprezzamento che mi onora non poco

  2. Alessandro Curioni ha detto:

    Gentilissimo Diego, la ringrazio per la recensione. Ha compreso meglio di molti spirito e le intenzioni del mio libro. Ho aggiunto il suo blog alla lista dei miei preferiti

    • diegod56 ha detto:

      sono onorato davvero dal suo commento, grazie di cuore; sì, sì è riuscito a spaventare un po’ anche un trasandato come me…

  3. tramedipensieri ha detto:

    Parole sante!
    Basti pensare che molte, tantissime imprese e non…prima di assumere, o finanziare un progetto navigano in internet, sui social-network in particolar modo.
    E’ qui che sia ha conoscenza dell’aspetto umano fatto di abitudini, pensieri e modi di approccio alla vita. Nonchè nei commenti che si fanno sotto i vari post. Parliamo troppo, diciamo tanto: tutto.

    Interessante libro
    grazie Diego

  4. diegod56 ha detto:

    grazie cara trame, giusto anche l’aspetto che hai puntualizzato

  5. Novella Semplici ha detto:

    Salve, grazie per il feedback sul mio blog, mi sono permessa di iniziare a seguirla e l’articolo iniziale devo dire che non mi ha deluso. Saluti.

    • diegod56 ha detto:

      grazie Novella, grazie; non faccia caso ad eventuali sbavature, sono appunti disparati, come dire a volte materiale grezzo, un po’ come viene

    • diegod56 ha detto:

      io credo, carissima Marina, che nel tuo caso essere nella rete è importantissimo, e forse è difficile «fingere di essere te» però le attenzioni sicuramente vanno prese, ma penso che fra gli amici che ti danno una mano a gestire il tuo apparato sicuramente sono al corrente

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