Quell’ombra che ci segue [parte 2]

Lo zio O. ha voluto sulla tomba l’arbusto di rosmarino. L’aromatica, profumata pianta, con gli anni, ormai sovrasta i bianchi marmi, s’è espansa, nutrita (è probabile) della sua non piccola mole. Non era uomo di lettere, ma pratico e generoso piccolo imprenditore. Vita dura e allegra, nella vasca dei piraña dove se non impari a difenderti è finita. Eppure nella scelta del rosmarino c’è una profonda consapevolezza. Esser vita che continua nella vita, materia che si disgrega e si raggruma nuovamente in giocoso, crudele, meraviglioso accadimento. La vita è tutta una, la morte invece è un evento singolo, particolare, riguarda una sola, personale, irrilevante, narrazione. La vita singola, zoòn per i greci, non è che un’increspatura, effimera onda del mare tutto della vita, biòs per i greci. Questa consapevolezza ce l’aveva, lo zio, senza aver letto quasi nulla, ma molto, e intensamente, avendo amato, mangiato, bevuto, lungo i suoi ottant’anni.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a Quell’ombra che ci segue [parte 2]

  1. poetella ha detto:

    Diego, non ho tempo per commentare a lungo… ma…
    viva lo zio rosmarino!

  2. Bella scelta il rosmarino : pianta semplice, utile, forte e profumata. Ottima scelta per lasciare un ricordo indelebile.

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