Quell’ombra che ci segue [parte 1]

La fine del mio esserci, la mia morte, non è qualcosa per cui a un certo momento un decorso continuo di colpo si arresta, bensì una possibilità di cui in ogni caso l’esserci sa: è l’estrema possibilità di se stesso, che egli puo’ cogliere e fare propria come imminente. L’esserci ha in sé la possibilità di se stesso. […] L’autointerpretazione dell’esserci che supera per certezza ed autenticità ogni altra asserzione è l’interpretazione in relazione alla sua morte, la certezza indeterminata della possibilità più propria dell’essere alla fine. […] L’esserci, sempre nell’essere di volta in volta mio, sa della sua morte, e lo sa anche quando non ne vuole sapere niente. (Martin Heidegger, Il concetto di tempo, pag. 37, Adelphi 1998, trad. F. Volpi)

Voglio scriverne, della morte. So che questo fa fuggire molti lettori, pazienza. Io credo che solo affrontandola, anche come tema, la possiamo non sconfiggere, ma conquistare. Ci torneremo su.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a Quell’ombra che ci segue [parte 1]

  1. poetella ha detto:

    ottimo tema.
    Appunto leggevo qualcosa di simile, ieri, nelle “Lettere a Lucilio”…
    Ottimo tema.
    Dicci…

  2. Giuliana ha detto:

    la morte e’ un argomento molto interessante, pochi lo apprezzano, in fondo non e’ altro che una porta …

  3. tramedipensieri ha detto:

    Non ci penso nemmeno a … fuggire
    Scrivi, scrivi…che io leggo

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