I sentimenti nell’era del web [2ª parte]

«L’impossibilità di conoscere e possedere l’Altro è un’allegoria –la fisicizzazione quasi- di una più vasta impossibilità, quella della verità, la quale si dissolve nell’intuizione che il mondo è identico per tutti e differente per ciascuno. L’impossibilità dell’amore e della verità fa sì che l’Altro non esista, che egli sia l’inafferrabile e mutevole risultato del cangiante moto dei nostri sentimenti, al di fuori dei quali egli è il niente. L’Altro c’è fino a quando il nostro amore perdura. Sparisce poi in quel nulla dal quale le nostre emozioni lo hanno tratto alla vita.»
(A.G.Biuso, commento ad una edizione de «La prigioniera» di M. Proust)

L’amore nel web. Ha caratteristiche particolari? È un modo nuovo di amare oppure un simulacro virtuale dell’amore autentico?
Partiamo da una constatazione banale: un amore puo’ iniziare sul web. Tutti conosciamo persone che si sono conosciute nel mondo virtuale. Da lì è scoccata la scintilla, oppure la freccia dall’arco del malizioso arciere. Poi gli incontri reali, il palpitante dispiegarsi degli amorosi sensi e tutto il resto. Ma noi qui ci interroghiamo su un aspetto meno scontato: l’amore che permane, che trova il suo nido, che avvolge le sue sensuali spire, tutto all’interno del virtuale. Una terra nuova, densa dei suoi sconosciuti pericoli e delle sue potenti possibilità. Esiste? Puo’ esistere? Penso di sì, anche se ancora non è chiaro quanto sia durevole od effimero. L’ambiguità consiste nel suo esser anche gioco, nel costante, sottile, dubbio che l’altro, l’amato, stia giocando, si sporga verso di te per poi, improvvisamente, svanire. Ma l’amore vero, quello prima dei tempi del web, non è anch’esso reciproca illusione? Per questo ho riportato, in apertura, le parole dell’amico, filosofo e poeta, a commento di uno dei più grandi scrittori, fra quelli che hanno scandagliato il sentimento d’amore.

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10 risposte a I sentimenti nell’era del web [2ª parte]

  1. poetella ha detto:

    Splendido post.
    Al quale non so dare risposta.
    Non so se sia possibile amare solo attraverso il web.
    Sicuramente saranno accadute storie di grandi coinvolgimenti… ma credo siano state destinate a morire presto.
    Poi… beh… non so.
    Io non potrei. A me serve il contatto reale. Occhi negli occhi. Che già non è detto sia sufficiente per conoscersi.
    Ora ho da fare. Ma ne riparlerei volentieri

  2. nicotano ha detto:

    Il Web sarà anche coinvolgente, ma amare in virtuale è ben poca cosa, dubito che lasci segni profondi nell’animo di una persona.

    • diegod56 ha detto:

      È vero. La mancanza della corporeità è in effetti l’aspetto più limitante e non aggirabile; questo però non ci esclude una specificità legata al contesto, inusuale rispetto a millenni di storia; ma le tecnologie hanno sempre influito sui desideri, per fare un esempio: quante donne amarono Rodolfo Valentino pur avendolo visto solo al cinema? È evidente che la novità di quel tempo, cioè le immagini in movimento e «vive» molto più di qualunque altra rappresentazione nel passato, portava sensazioni e sentimenti mai prima sperimentati. E del resto la possibilità di scrivere d’amore ha sempre avuto degli effetti, già al tempo dei romani si scrivevano frasi d’amore sui muri, così ci mostrano i reperti archeologici.

      • nicotano ha detto:

        dipende da cosa s’intende per amare puoi invaghirti di un’immagine e credi di amare la persona, ma è un sentimento a senso unico senza radici; l’amore non chiede, dà, per amore si condivide tutto, si accetta l’altro con pregi e difetti etc. etc. etc. :-)
        Scrivere o parlare d’amore non è amare!

        • diegod56 ha detto:

          condivido la riflessione sulla molteplicità del significato della parola «amore»; però l’intesa durevole, pregnante, costruttiva, che noi constatiamo in una lunga e bella storia a due, non è solo amore ma anche un coinvolgimento più ampio e completo, in una maturità che in qualche modo supera l’amore per approdare ad un rapporto che si nutre di un’affettività più ampia; ovviamente il web, per ora, è fuori da questa prospettiva

  3. tramedipensieri ha detto:

    Comunque sia è un buon inizio ma non è sufficiente. L’attrazione e il fascino delle parole, la seduzione anche …ma affinché duri ci vuole un’affinità di coppia che richiede il reale. Il contatto fisico e poi, la quotidianità che è in fondo la fatidica prova del nove.

    interessante post
    ciao
    .marta

    • diegod56 ha detto:

      sicuramente puo’ innescare un «inizio»; anche se io credo che ogni rapporto amoroso è in realtà lo scorrere parallelo di due vicende soggettive, anche se nel rapporto «fisico» abbiamo un connubio d’intensa corporeità, la componente sentimentale, immaginifica, si nutre delle stesse personali e mai davvero condivise narrazioni

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