per quel che sono

Discorrevo ieri con una cara amica, preoccupata, come ormai da anni, per il destino del figliolo. Un bravo ragazzo, un po’ infantile a volte, un po’ casinista (aggettivo non da vocabolario della crusca, ma qui ci sta giusto). Occorre scrollarci di dosso, a noi genitori, un certo senso di colpa. Certo dobbiamo agire secondo il nostro dovere, ma non possiamo sentirci in colpa se un figlio non è come vorremmo. Dobbiamo amarli per quel che sono, dato che loro, quasi sempre, ci amano per quel che siamo.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a per quel che sono

  1. poetella ha detto:

    io sono felice di come è mio figlio. Una gran brava persona. Sensibile. Onesto. Tenero. Oltre che generoso, servizievole, empatico…

    ma sono maledettamente preoccupata lo stesso!

  2. diegod56 ha detto:

    Capisco Lucia carissima

  3. E non considerarli una nostra proprietà .La cosa più difficile da accettare.

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