dell’umano sentire

Amo la filosofia, ma l’antropologia è più alla mia portata. Secondo me la definizione troppo esatta di qualcosa è alla fine una tautologia; per paradossale simiglianza con la tecnica leonardesca dello sfumato, anche nel raccontare qualcosa, nel tentar di trasmettere un evento, l’allusione è più efficace della definizione; come spiegare perchè è bello lo sferragliare del treno, quando il vento giusto, ce lo porta alla finestra aperta sulla sera? Il sentimento umano, che è un pulsare di gioia e dolore non dissimile a quello delle altre creature, ha in più quel lieve scarto, la sottile malinconia del già accaduto. Senza quel senso di perdita, forse insito al linguaggio stesso, nulla ci distingue dal cane, dal gatto, dal falco, dal lupo, dal delfino e tanti altri. Noi, contrariamente a loro, giochiamo la partita sapendo che, in fondo, l’abbiamo già persa.

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meno scrivo, meglio è
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3 risposte a dell’umano sentire

  1. poetella ha detto:

    e facciamo finta che… no

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