l’unica scelta opportuna

Scopo e dovere fondamentale dell’avere figli è farli diventare adulti. Nel caso siano portatori di handicap, in quel caso l’obiettivo è il massimo possibile in relazione alle loro possibilità. A parte questa particolare condizione, negli altri casi il fine deve essere l’indipendenza, economica, psicologica, affettiva. Certo i ricordi bellissimi degli anni trascorsi assieme vanno preservati, rievocati, fonte inesauribile di dolcezza e pienezza. Ma la ruota della vita deve girare, ed è meglio accompagnarne, a volte con fatica, a volte con le mani doloranti, la ruota nel suo giro piuttosto che lasciarla fatalmente girare a vuoto. In fondo lo scopo è, un giorno, esser seppelliti da una persona per bene, che ci ama, ci lascia un fiore sul marmo e guarda avanti. Il nostro tempo individualistico non solo ha frantumato, disperso, inibito, l’umana tendenza all’aggregazione, all’alleanza, al piacere dell’essere parte d’un vivo corpo sociale. Il rischio è la frantumazione anche dell’ultimo nucleo sociale: la famiglia. Certo i diritti individuali vanno rispettati, ma la solitudine, il vuoto esistenziale, stanno in agguato se la libertà è essenzialmente il proprio pin dell’home banking. Amare, nella concretezza, è l’unica scelta opportuna.

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meno scrivo, meglio è
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