«per la durezza del vostro cuore…»

Partito di là, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosé?». Dissero: «Mosé ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
(Vangelo secondo Marco – 10, 1-9)

Spesso questo passo del Vangelo di Marco viene brandito come la dimostrazione che Gesù fosse contrario al divorzio. In realtà egli risponde alla provocazione dei farisei, che gli ricordano come la legge di Mosé consentisse di ripudiare la moglie, per metterlo in difficoltà. Quindi il richiamo a non dividere ciò che Dio ha unito è un richiamo contro la durezza di una legge crudelmente maschilista, una norma che sancisce un potere del marito nei confronti della moglie. C’è un forte desiderio di restituire equilibrio ad un rapporto che in quell’epoca lontana vedeva la donna in un ruolo subalterno, inaccettabile per noi ma accettato nella cultura del tempo. Così come per molte questioni, anche ad un lettura non particolarmente erudita, il tono di Gesù tende quasi sempre ad un atteggiamento di gentilezza, di tolleranza, ben lontano da una concezione brutale e punitiva delle regole ma teso ad intravvedere la concreta umanità delle relazioni. Io penso che Gesù vada letto così, con quest’idea di fondo.
Per questo penso che un vero cristiano (cristiano, non necessariamente cattolico) debba guardare ai rapporti umani con un atteggiamento d’apertura, che declina al sorriso e non al cupo rimprovero. Certo, son ragionamenti personali, ma mi garba scriverli.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a «per la durezza del vostro cuore…»

  1. paolina campo ha detto:

    La penso allo stesso modo. Il fatto è che troppo spesso i testi, e non solo quelli del Vangelo, vengono usati e non interpretati, approfonditi. Così, succede che una frase, un racconto diventa lo scudo di azioni che non sono indicative del significato di ciò che si legge.

    • diegod56 ha detto:

      grazie paolina, è chiaro che la complessità d’una lettura attendibile dei testi evangelici rende le mie riflessioni semplici intuizioni soggettive, ma convengo sul fatto che il «farsi scudo» di un racconto letto in modo superficiale è sempre accaduto e sempre accadrà

  2. poetella ha detto:

    a te garba scriverli e a noi leggerli…

  3. Julo d. ha detto:

    Gesù è sempre “duro” con quelli che usano la religione per sentirsi migliori, per condannare.
    È invece sempre tenero e accogliente con chi si riconosce come essere umano che sbaglia, che è imperfetto e limitato.
    Però molto spesso le persone religiose fanno proprio l’opposto :(

    Pace e benedizione
    Julo

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