il fiasco del surrogato del libro

Dai due centri di vendita d’elettronica di consumo non lontani da casa mia sono praticamente spariti, come anche dalle librerie dov’erano apparsi. Mi riferisco agli e-reader, i lettori digitali. Ho l’impressione che siano stati un fiasco, nel complesso. Altra questione il tema della pubblicazione digitale, che invece è una grande opportunità per diffondere contenuti con costi prossimi allo zero. Altra questione importante è la grande opportunità di poter leggere a quanti, per problemi di salute, purtroppo non possono usare il libro cartaceo (come accade anche, so bene, ad un’amica, scrittrice lei stessa di libri cartacei di grande valore e interesse). Ma torniamo agli e-reader: mi pare chiaro che sono stati un fiasco. Sono stati un fiasco per l’intento di imitare il libro, di produrne un surrogato. La scrittura va adeguata, pensata, per il mezzo nel quale la si usa, la si dà al mondo. Occorre ragionare sulla scrittura in generale: molto si scrive sul web, per il web. Cos’è un blog se non una raccolta di scritti? Come si scrive su un blog? Come si organizza il rapporto fra scrittura e immagine? Personalmente non amo l’uso eccessivo d’immagini, anche belle a volte, ma messe perchè «ci stanno bene». Ci torneremo su.

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meno scrivo, meglio è
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9 risposte a il fiasco del surrogato del libro

  1. Julo d. ha detto:

    In uno stato dove si legge molto poco (per non dire niente) un oggetto che serve solo per leggere è destinato ad un sicuro fiasco. All’estero la situazione è migliore.

    • diegod56 ha detto:

      grazie caro Julo, molto interessante questo aspetto della questione, c’è dunque un problema anche tipicamente «italiano»

      • Infatti i forti lettori apprezzano l’ebook per la comodità e versatilità. Gli italiani, lettori minimi, non lo hanno ancora capito. Comunque che leggano su carta, su ebook o su tavolette di creta, basta che leggano!

        • poetella ha detto:

          vero! Basta che leggano!
          (ma tanto… non leggono!)

          Per dire, ieri, in metro, vagone non tanto pieno, strano! una quindicina di persone col telefonino a fare cavolate, telefonare, chattare, fare giochini per bambini sciocchini, un vecchio signore col giornale. Due altri, signora sessantenne e ragazzo (straniero, forse inglse) con libro. Non ho indagato sul cosa e di chi, ma libro…
          DUE SOLIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII! e UNO STRANIEROOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

          Non leggono. E’ inutile.
          Cosa? Io?
          Io leggevo un libro di Arno Schmdt… che non conosce quasi nessuno. Ovvio.
          Ma tant’è.
          Ciao, Diego…

        • diegod56 ha detto:

          senza dubbio l’importante è che leggano, cara Princy; di fatto però, almeno nelle mie impressioni ma non solo, l’e-reader mi pare non abbia riscosso, almeno in Italia, il successo ipotizzato

  2. Sara ha detto:

    Io metto le mie foto!

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