quasi sindrome di Stendhal

Nove giorni fa ero a Firenze, quasi per caso. Confuso fra i turisti giapponesi (forse, ho difficoltà a distinguere le etnìe d’oriente) osservavo la magnifica statua del Perseo. Ma la riflessione poteva innescarsi da una qualunque delle infinite bellezze d’arte laggiù radunate. È strano come le discipline dell’umana civiltà non si evolvono nei secoli in modo equilibrato. Per esempio mentre nelle botteghe fiorentine si produceva un’arte eccelsa, per alcuni versi mai superata, si raggiungevano in scultura e pittura vertici ancora oggi considerati un modello assoluto, in altre discipline, come ad esempio la medicina e la chimica, s’era molto ma molto indietro, quasi fermi da un millennio ad Aristotele. Perchè? Certo i motivi sono tanti ed uno molto interessante è che nel mondo antico la pratica della schiavitù rendeva meno importante il progresso tecnologico, però a mio avviso al centro della questione c’è il desiderio della bellezza. La bellezza artistica è un desiderio profondissimo, sì che chiunque abbia denaro e potere è portato a spendere molto, moltissimo per poterla possedere, per poter legare il proprio nome a qualcosa di decisamente bello. Comunque, l’arretratezza scientifica rispetto alla perfezione artistica così universale, quasi metastorica, rimane una curiosa questione. Probabilmente la mia scarsa cultura è il vero motivo delle mie domande senza risposta. Ma pazienza, era tanto per parlarne un po’, di tanta bellezza.

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meno scrivo, meglio è
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6 risposte a quasi sindrome di Stendhal

  1. poetella ha detto:

    oggi, però…
    mi pare che i potenti non ci tengano più a produrre, a far produrre Bellezza.
    Sperperano i loro averi in schiocchezze effimere…e niente ai posteri resterà.
    Solo i tesori del passato.
    No?

    • diegod56 ha detto:

      è un’osservazione molto interessante e fondata; sì in effetti avere dei potenti volgari è uno dei mali fondamentali del nostro tempo

  2. redpoz ha detto:

    C’è un bel passaggio anche nel film “le invasioni barbariche” sulla distribuzione diseguale dell’intelligenza… e citano proprio Firenze!

  3. Pasquale ha detto:

    Mi viene in mente Orson Welles nella parte del perfido Harry Lime ne “Il terzo uomo”. Ha una delle più belle battute della storia del cinema e pare se la scrisse da solo. Vediamo. Eccola:”In Italia, sotto i Borgia, hanno avutor trent’anni di guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Orologi a cucù.
    Con ciò esistono luoghi del mondo il cui PIL ieri come oggi è nulla e terrore. A ciascuno il suo.P.

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