biologia è poesia

i libri, i buoni libri, fanno bene alla salute; il nutrimento fondamentale del cervello, cioè l’avvio di sempre nuove connessioni sinaptiche, è un evento elettrochimico e spirituale nel contempo; nulla è così affascinante quanto l’inviluppo virtuoso di pensiero e materia; credo fermamente nell’identità fra biologia e poesia

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meno scrivo, meglio è
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14 risposte a biologia è poesia

  1. poetella ha detto:

    Pure io. Ovviamente.

  2. kalosf ha detto:

    Anche io!!!! Per questo frequento molti poeti su Word!

  3. diegod56 ha detto:

    grazie cara L. e caro kalosf

  4. tramedipensieri ha detto:

    … manco a dirlo… (che mi trovi d’accordo) …

    • diegod56 ha detto:

      grazie cara trame, ribadisco il copncetto: poesia non è uno svolazzo spirituale, ma è accadimento profondamente radicato nella biochimica della vita, anche senza cadere in un piatto riduzionismo

  5. Talmente giusto che ribloggo!

  6. L’ha ribloggato su La principessa sul piselloe ha commentato:
    Non posso fare a meno di riportare il pensiero di Diego.

  7. Pasquale ha detto:

    “poesia non è uno svolazzo spirituale, ma è accadimento profondamente radicato nella biochimica della vita”
    Diego, senza accorgertene mi pare te tu ti allontani dal corpomente alla cui visione dici di attenerti per esercitarti nello spiritualismo che preferisci, quello della biochimica appunto. C’è il dio degli eserciti che si esercita a pretenderti dalla sua parte. Ci sono fenomeni che non sono perscrutabili dall’interno dello stesso sistema,(Russsel) il vivente, in quanto latenze incosce, e conscie quando le si afferra e chi lo sa fare le traduce in atto creativo. C’è un buco nero (Freud)in ognuno di noi oltre il bordo del quale non è possibile andare a sfruconare; l’analisi lo sa e si ferma alle “porte di Tannhäuser”(Blade Runner). Peraltro le macchinerie delle neuroscienze si concentrano sull’attività cerebrale, in sostanza con la stessa aspirazione e metodiche dei periti settori in corpore vili, mi risulta così, ma, osservare un danzatore o Picasso quando con un sol tratto otteneva un’immagine per capire ciò che il nostro Biuso personale ha capito bene. Parlare di poesia come forma fa dell’idealismo non del riduzionismo. Credo che sia l’uomo che crea, soggetto di osservazione. Ma più di tanto non si può andare, non oltre lo stupore infantile, la nube e il telaio. (E. Zolla). Il resto è stile(Céline). Il resto appartiene al dilettantismo del pittore di gerani che afferma l’eguaglianza tra sé, Renoir o Matisse, anzi, sono più bravo. Io; Io, io yo-yo. Se lo stile che è la creazione di noi stessi, la litografia del carattere + x lim. →∞ fosse questione di biochimica avremmo nugoli di Leopardi al mondo invece che di grilli parlanti. Che tutti sono Leopardi è di preciso l’assunto del ’68 ( BIuso) +lettera alla professoressa+Don Milani. Dunque riempiamo i libri di scuola non di premi Nobel ma di bambini africani, detenuti e zingari che skrivòno povèsie.
    Abbracci.

    • diegod56 ha detto:

      non mi pare, Pasquale carissimo, di allontanarmi dal concetto di corpomente, ma di rafforzarlo, affermando che quel che noi definiamo poesia è profondamente radicato nella biochimica della vita, più o meno come dire, diciamo «poesia» ma non appunto come entità banalmente spirituale; esiste pur sempre l’esperienza del poetico, secondo me

  8. diegod56 ha detto:

    altre due considerazioni, grande Pasquale, è vero che non tutti sono Leopardi ed è idiota pensare che tutti lo debbano essere, ma è pur vero che quasi tutti se lo leggono amano Leopardi, quindi un quid di poetico esiste anche in loro, e poi un’altra questione: Biuso nostro è un grande filosofo, ma se leggi (come immagino tu abbia fatto) la bellissima raccolta «Barlume di fasto» non puoi certo negare che non siano poesie, le sue, senza alcuna contraddizione rispetto al concetto del corpomente

  9. Pasquale ha detto:

    La materia… una formula conveniente per descrivere cosa succede dove non ce n’è.
    (Bertrand Russell)
    Se intendevi dire che è perlomeno numinoso che da questo vuoto, dalla poeticità come dalla musicalità appaiono gli oggetti chiamati poesie ebbene non ti do torto. Appaiono anche molte porcherie da adolescenti in fregola.
    Quanto al quid, se intendevi dire che l’onda( gravitazionale) di questo vuoto, dieser Rest eines Duftes, parafrasando qualche ingegno poetico assoluto, questa sensibile permette ad alcuni solo di percepire ad altri di concepire, legandoli, anche in questo non ti do torto. Questo non identifica il poeta con il suo lettore. Nè il musicista con il suo ascoltatore; né l’osservaotre con il pittore. Accomuna.

  10. Pasquale ha detto:

    prego bionte d56

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