Forse ho capito male.

Forse ho capito male, forse sono poco informato. Premetto anche che considero assolutamente degno di rispetto l’amore e il progetto di vivere insieme fra due persone dello stesso sesso. Nessun problema su quel tipo di amore, è amore vero fin dal tempo di Achille e Patroclo. Ma che due persone sprovviste dell’utero, non per difetto, ma per naturale morfologia maschile, se lo facciano imprestare per «avere» un figlio (sottolineo il verbo avere) è un accadimento che mi lascia assai perplesso. Se poi è una possibilità legata prevalentemente al censo, la mia perplessità aumenta, il verbo avere si avvicina troppo al verbo comprare. Ma forse ho capito male.

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meno scrivo, meglio è
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23 risposte a Forse ho capito male.

  1. hai capito benissimo…e non piace nemmeno a me… i diritti li hanno già, non voglio discriminare, ma a mio avviso legalizzare un modello socio-familiare cosi è davvero sbagliato. ciao e buona serata

    • diegod56 ha detto:

      mi riferisco, cara Rosa, esclusivamente alla questione «utero in affitto», per il resto, dal mio punto di vista, non ho alcun problema sulle unioni di persone dello stesso sesso; ovviamente son temi complessi e sarebbe d’uopo essere informati, quindi la mia opinione rimane un’impressione personale

  2. poetella ha detto:

    mi sa che non hai capito male, caro Diego.
    Non hai affatto capito male…

    • diegod56 ha detto:

      grazie L., perchè davvero io mi sento molto lontano da ogni bigottismo intollerante, ma questo aspetto mi ha colpito, laddove mi pare evidente la natura «classista» della faccenda; poi c’è anche la questione che il rapporto madre/figlio, il lungo periodo di coesistenza prenatale, è qualcosa di profondo e fondante; se ovviamente il problema è inevitabile nel caso di adozione di un bimbo purtroppo privo della madre, creare questa cesura consapevolmente mi pare un atto problematico

  3. kalosf ha detto:

    …in realtà la legge non parla di questo e Diego anche quando c’e un utero che si riempie di uno sperma “offerto” o acquistato sul catalogo forse non siamo nell’ambito naturale… Ed è un peccato che di quello si parli poco perché anche quello è questione di censo (per etero e lesbiche) in santuari della procreazione in giro per il mondo… Per non parlare di tutti gli ovuli fecondati… Etero o gay nessuno ha diritto ad un bambino, nessun dolore, nessun senso di paternità p maternità genera un diritto. Ne etero ne omo. Dopo di che, per chiarezza, io sono per la stepadoption :-) ciao Diego. Un abbraccio da un amico

  4. redpoz ha detto:

    Però tutta la polemica sull’ “utero in affitto” secondo me ci porta fuori strada, perché questo proprio non è previsto nel ddl (e l’ho letto tutto, ‘sto ddl).
    Detto questo, se l’Achille di turno ha un figlio/a e un compagno Patroclo, a me pare francamente assurdo negare a questo la possibilità di adottare il figlio/a di Achille e riconoscere anche a Patroclo gli stessi diritti e -soprattutto- gli stessi doveri verso il figlio. Anzi: è proprio una garanzia per il figlio!

    • diegod56 ha detto:

      buon red, grazie della precisazione; ma in effetti non ho inteso scrivere sulla legge in discussione, che non conosco in modo appropriato, ma della faccenda della procreazione in certe modalità che mi lascia perplesso; sull’adozione, son d’accordo, mi pare ragionevole che il compagno/a stabile e riconosciuto svolga anche quel ruolo

  5. Pasquale ha detto:

    Diego Dieguccio caro, che coraggioso intervento. Entro nell’arengo, che mi par di persone prive di bava alla bocca ideologica, benché alle 9:05, All’opra, all’opra dagli martella canta la mia tastiera. Il tuo amico kolosf ha già puntualizzata la faccenda legislativa che appunto riguarda lo ius e non primae noctis. Sai che la faccenda tutta della maternità mi puzza di costruito su un 40% di necessità biologica contro la quale è impossibile andare se non con una raziocinio ben pompato. Per il resto è questioni di umori e di odori che il nostro nasino di sapiens sapiens non registra più, non in modo consapevole, ma che doveva essere la sola guida dei nostri ante ante nati per riconoscere la femmina eletta delle loro vescicole seminali. Sai bene che ci sono individui che ci stimolano e altri che ci lasciano indifferenti. E che non è questione estetica è dimostrato dalle mostruosità di accoppiati che si presentano in maternità, andare per credere. Grassi bassi, obesi, stupidi, ritorti, amebe, delinquenti. Da quelle entrailles magari verrà fuori Chopin ma non è detto. Tu sai anche che secondo me Freud omise, travestendola ad arte, di studiare l’invidia della vagina con tutto l’utero che affligge il maschio nevrotico. Invidia che io credo das echte DIng, anzi das Urding. La cosa, il perturbante, la mancanza primordiale. Scherzi a parte mi pare sia d’uopo citare, dal recente dibattito in “Rasenta l’umiliazione” (agbiuso.eu), un bersaglio centrato dal nostro comune amico prof. Biuso. “Le battaglie sui diritti civili rischiano di costituire una delle tante armi di distrazione di massa, dietro le quali passa la distruzione dei diritti sociali. Operai e salariati si affidano a quel punto alle forze populiste.” Dunque da una parte dici benissimo, a mio avviso, perplimendoti sul fattore di censo che credo la sola e unica ratio cogente la pratica del prestito. Non è un caso se essa pratica viene da un paese peraltro ottuso come gli SU dove sono vietate, in alcuni Stati, la fellatio e altre pratiche che i loro talibanismi ritengono contro natura. L’utero prestato purchè in una logica di scambio capitalista, non è contro natura dunque perchè essi ritengono naturale la capitalizzaione di tutto: affetti, effetti e blah blah. Dall’altra non noti una cosuccia che invece a me me pare evidente. In questo bailamme di strilli e grilli per la testa, ché ripeto riguardano il diritto ad assistere in ospedale, il diritto a un eredità economica, il diritto a sancire la configurazione di un rapporto ( de de el Cirinnà), il grillo straparlante proclama come qualsiasi democrtistiano, il voto di coscienza. Tutta la faccenda serve a distrarre, mi pare chiaro, dai gravi problemi del contemporaneo distribuendo pillole di soma mediatico. Vedi come siamo moderni, dice l’uomo della mangiatoia di RIgnano/Arno. Vedi come siamo coscienziosi strilla quell’altro. Dice e si contraddice alludendo, tra i suoi, ( ho letto in chiaro non cadiamo nella trappola di Renzi) a un boicaccatonaggio contro il governo quando se avesse voluto contro il governo bastava ab initio proclamare l’ostruzionismo sistematico. Sarebbe caduto, o perlomeno inciampato. Ma non si ha intenzione di farlo cadere finchè i sondaggi non diranno la loro. Non la diranno. La gente ama il soma. Slurp. Buona giornata e scusino per il profluvio. Mi rileggo per sicurezza. Abbracci P (atroclo)

  6. Anch’io, sul “prestito” ho delle perplessità. Mi piacerebbe di più l’adozione.

    • diegod56 ha detto:

      certo, l’adozione non mi crea alcun problema, io infatti non pensavo alla legge quando ho scritto, ma ad un modo di concepire l’uso delle tecnologie e il loro rapporto con un evento umano così essenziale quale la gestazione

  7. Denise Cecilia S. ha detto:

    Laicamente, “circoscrittamente” perfetto.

    • diegod56 ha detto:

      in effetti cara CD, mi sono limitato ad un aspetto del tema, senza ragionare sulla legislazione in discussione, sulla quale ho poco da dire non avendo seguito nel dettaglio

  8. Vera ha detto:

    Affittiamo polmoni da riempire di aghi di silicio o fibre d’amianto, occhi che si bruciano a forza di ore e ore di computer o di saldatrice, mani che si piegano nell’arteosi per il troppo lavoro, affittiamo anche le menti che per vivere sono disposte a documentare tutto ed il contrario di tutto senza vergogna. Cediamo per denaro la cosa più preziosa, il nostro tempo, che ci sfugge dalle dita irrecuperabile.
    Solo l’utero, la vagina, il culo non possiamo affittare, ci mancherebbe altro, che scandalo è sfruttamento!
    Il resto no ovviamente no, non fa scandalo.
    Siamo solo dei bigotti, che per quanto illuminati ci crediamo non riusciamo a liberarci di una cultura oscurantista che da duemila anni ci condiziona.

    • diegod56 ha detto:

      grazie del contributo, cara Vera, è giusto in effetti, ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, prevede una vendita dell’uomo in carne ed ossa, una vendita del corpo; però c’è da dire che l’evoluzione delle tecnologie ogni tanto prevede modi, forme e problematiche nuove, sulle quali non è facile aver subito un’idea lampante

  9. Vera ha detto:

    Tecnologia Diegod?
    Non ne occorre, basta una siringa sterile in cui raccogliere il seme, e nemmeno quella è neccessaria per una maternità surrogata, si può procedere anche nel modo tradizionale. Basta una donna giovane e sana disposta ad unirsi col padre e a non riconoscere il figlio, un calendario e un po’ di fortuna.

    Se poi è la paternità ad essere surrogata… Beh quella si sa che è abbondante e diffusa, facilissima da realizzare, anche troppo.

    “Bruno Dallapiccola, genetista dell’università La Sapienza di Roma e direttore dell’Istituto Mendel, dedica al tema un capitolo della seconda edizione di ‘Genetica Medica essenziale’ (edito da Minotauro). “Dalle nostre stime – dice l’esperto – emerge, infatti, che in Italia fino al 10% dei bebè nati ogni anno ha un papà differente da quello presunto. Un dato frutto di osservazioni e ricerche nazionali, confermato anche a livello europeo. E che storicamente ha visto picchi pari al 20% nel nostro Paese”.

    Cambiando punto di vista si scorgono altri paesaggi.

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