nel freddo salmastro del mare

Quando penso al Natale penso all’infanzia. Penso alla fatica dei miei nonni e dei miei genitori affinché il mio Natale fosse bello, magico. Forse erano anche abbastanza felici, per gli scampati patimenti. A tavola, quando ci si concedeva un’altra fetta di dolce, qualcuno diceva, immancabilmente «dai che la guerra è finita». Ricordo bene l’ottimismo dei primissimi anni ’60. Ero un bravo bambino, moderatamente felice, stavo bene al mondo per il semplice motivo che il mondo non lo conoscevo. Tutto il mio mondo era lì, e pensavo che tutti i bimbi avevano genitori, nonni, e una befana che il 6 gennaio portava i giocattoli. Adesso, che galoppo verso le 60 primavere, quando sento con orrore la notizia dei bimbi annegati, nel freddo salmastro del mare, ripenso ai miei natali e al loro natale mancato. Dicono che non bisogna sentirsi in colpa. Puo’ essere, ma io non ci riesco, preferisco essere scemo piuttosto che cinicamente al passo coi tempi.

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meno scrivo, meglio è
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8 risposte a nel freddo salmastro del mare

  1. kalosf ha detto:

    Un uomo vero…concreto…

  2. Pasquale ha detto:

    Diegoooooo, ‘scolta, la mia brillante suocera, morta allegramente a 86 anni, quasi dal ridere, al suo marito di 88, prima che morisse in un mese nemmeno di una eritremia vecchia quanto lui, mia sucocera diceva sempre, Ludovico non farmi il vecchio, via, non ti si sopporta. E lui andava fuori e annaffiava i limoni. Questo anche una settimana prima di schiattare. Dunque Dieguccio caro, non sarà che sei solo un bel po’ depresso? Hai cinque anni meno di me – differenza che conta quanto 30 a 25 – e sei lì a contare che cosa, le primavere; conta gli inverni che non arrivano più ormai. Sarà che sei preoccupato ma sentirsi in colpa non serve a niente specie per colpe che non hai. È molto inutile. Responsabile anche, hmmm, poco; quel che potresti fare per ovviare ai mali del mondo sarebbe spedirti in qualche Pantelleria a raccattare cadaveri e feriti, ma se non hai la schiena più che a posto, al quinto che sollevi devono portare in barella te. Non farmi il cattolico di ritorno; per me è facile, vero, non lo sono, ma suvvia sforzati. Compito delle vacanze: rileggere Zarathustra, evitare le messe e le masse. Ascolta la Traviata. E attento alla dieta. Un caro abbraccio. P.

    • diegod56 ha detto:

      la tua rude e sincera amicizia mi piace, mi piace tantissimo, ma io un po’ cattolico e anche un po’ depresso lo sono probabilmente dalla nascita

      la dieta? almeno per natale, lasciami schiattare, carissimo

      • Pasquale ha detto:

        Certo, ma ho visto giusto, sei un po’ depresso. Non trascurarti e non trascurare di uscire all’aperto di quei tuoi luoghi bellissimi e salmastri. Abbracci. P.

  3. Prof. Woland ha detto:

    Caro Diego,
    il mondo gira così male che c’è da meravigliarsi invece se noi – con qualche sensibilità nel cuore – siamo così poco depressi. Un abbraccio.

    • diegod56 ha detto:

      certo, caro Prof. W., è sempre una miscela di elementi soggettivi ed oggettivi a ingenerare lo stato d’animo, però è evidente che certe notizie fanno soffrire, pesano sul cuore

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