«non-noi»

Non pensavo che l’erotico fosse così persistente nella vita di chi ha varcato da molto il mezzo secolo. Da giovane ritenevo che l’età avrebbe sopito i desideri, la nave giunta al porto della saggezza, avrebbe attraccando quieta. Non è così. Da tempo rifletto che aveva ragione Omero e, in generale, i greci. Gli eroi omerici sono attraversati, posseduti, dalle passioni. Così gli impulsi nell’umano corpomente si attivano per un congegno biologico autonomo, un accadimento fuori dal recinto vigilato, con fatica, dalla ragione, da un «io» che è fragile. «Io» come evento culturale, innestato dalla relazione e dal linguaggio. Forse, sapere di non essere, è la forma più potente della ragione, la finestra più ardita da cui sporgersi nel nostro nulla, che è l’immenso non-noi. «Non-noi», concetto filosofico autarchico, coniato ad hoc in queste paginette. Oltre non posso andare, sto al confine, dopo c’è il silenzio.

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meno scrivo, meglio è
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3 risposte a «non-noi»

  1. poetella ha detto:

    volevo scrivere qualcosa…ma no. Meglio no.

  2. Prof. Woland ha detto:

    Caro Diego,
    la cultura corrente nega la sessualità dell’anziano. In realtà anche i vecchi – usiamola pure senza reticenze questa parola – non dimenticano il linguaggio del corpo e la sessualità è parte importante di questo linguaggio.

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