a che punto è la notte

Non è un post rilassante, non è un post divertente, non è un post poetico, ma ogni tanto ci vuole. L’argomento è la faccenda della «guerra» contro i terroristi. Molte parole a vanvera si ascoltano e si leggono. Ripartiamo da un ragionamento serio.

Il primo passo da compiere, quello fondamentale e difficile, è comprendere ciò che accade.

Così scrive al riguardo il Prof. Biuso, amico le cui analisi sempre leggo con attenzione. Questa è la considerazione fondamentale, da cui ripartire, perchè a mio avviso bisogna distinguere i sentimenti ben comprensibili di orrore, voglia di punire i vigliacchi per le loro atrocità, distinguerli appunto, da una consapevolezza dei processi in campo.
Penso sia utile leggere il testo di Franco Cardini Il califfo del terrore e la storia, l’ipocrisia dell’occidente edito da Laterza quest’anno, ad aprile.
Vi prego amici, leggete le parole profetiche scritte da questo grande studioso dell’Islam e della storia europea.
«La situazione siriana è allo stallo mentre in Iraq il governo è ormai in mano alla fazione sciita, quindi filoiraniana: ecco il bel risultato dell’invasione voluta da Bush nel 2003 e di oltre dieci anni di guerra, alla quale purtroppo hanno preso parte anche reparti dell’esercito italiano in un clima di sorda, demenziale complicità» (p. 6)
«Da alcuni anni la vera novità in tutte le questioni che riguardano l’Islam in genere, i gruppi radicali e le cellule terroristiche in particolare, è che – soprattutto dopo le cosiddette “primavere arabe” – alcuni emiri del Golfo, tutti ben forniti di petrodollari e tutti sunniti, hanno rinverdito con una violenza che non si vedeva forse dai tempi immediatamente successivi alla morte del Profeta (cioè circa quattordici secoli) uno dei fenomeni più tipici dell’Islam: la fitna (“discordia”, “disordine”: guerra fratricida). Tale scelta è stata finora, forse inconsapevolmente, appoggiata da alcune potenze occidentali che pure si dicevano impegnate con decisione a combattere estremismo e terrorismo: ad esempio da Francia e Inghilterra, che con stupefacente leggerezza o con imperdonabile cinismo hanno approvato il rovesciamento di Gheddafi e la sollevazione e la guerriglia contro il legittimo governo siriano di Baashar Assad» (p. 22)
«I Jihadisti vogliono quindi lo scontro con l’Occidente e hanno scelto adesso a quanto pare una tecnica nuova, più “artigianale” ma forse più diretta ed efficace. […] lo scopo del califfo e dell’IS: essi agiscono formalmente per sottomettere attraverso il terrore, ma nella sostanza vogliono piuttosto che una coalizione occidentale risponda esasperata attaccandoli il più duramente possibile in modo da dimostrale la loro tesi, vale a dire che tutto l’Occidente, nel suo insieme, è nemico dell’Islam e l’unica scelta che si propone al vero credente è il jihad sia contro i “crociati” sia contro gli “apostati” vale a dire i musulmani che accettano la convivenza. […] Diciamo la verità, nella brutale trappola tesaci dal califfo non cascherebbe neanche un bambino. Ma rischiano di caderci come pere cotte i nostri governi e i nostri media» (p. 75)

Insomma la faccenda è complessa, ma almeno da qualche punto fermo occorre ripartire, se non altro per tentar di capire a che punto è la notte.

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meno scrivo, meglio è
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16 risposte a a che punto è la notte

  1. poetella ha detto:

    ci dovrebbe ripartire chi muove i bottoni…
    Ché se ci ripartiamo noi… che contiamo meno di un… (beh, chiaro, no?) a che serve?

    • diegod56 ha detto:

      io credo, cara Lucia, che ognuno nel suo piccolo possa contribuire al clima di panico collettivo (per esempio tu sei un’insegnante, quindi anche una sola parola alla domanda d’un ragazzo puo’ andare in una direzione o nell’altra)

      certo che non contiamo nulla come singoli, ma tutti insieme…

  2. kalosf ha detto:

    Oggi abbiamo scritto da due versanti diversi, ma mantenendoci dentro lo stesso argomento… Ciao Diego, è assolutamente necessario comprendere a che punto è la notte…

  3. Ho letto, tra i blog, tante parole sensate, ragionate, magari anche scritte col cuore ma non sputate fuori dall’odio o dalla paura. Sì, sono molto d’accordo con te, da soli non contiamo nulla, ma se ci lasciamo schiacciare dalle reazioni scomposte e dalle urla sguaiate contiamo ancora meno, almeno, così credo.
    Alexandra

  4. diegod56 ha detto:

    cari amici, caro kalosf, buon intempestivo(a), grazie del commento

    è chiaro che nessuno ha la verità in tasca, neppure Cardini, però prendiamo questo post come una recensione ad un testo, anche

  5. dascola ha detto:

    Un tempo mi sono trovato a seguire, da attivista, Libertà e Giustizia. Tutte persone dabbene i compagnucci, colte, lente nel prendere una decisione ardua come scrivere una lettera che io gli proponevo in un’ora e a loro poi occorrevano 15 giorni per emendarla fino a trasformarla in un leopardo di virgole e di ma. La fine è nota: dopo una sequela di comprensioni e ragionamenti dottrinari il bello di Arcore fu soffiato via dall’esterno, non so se dalla trilateral o da qualche massoneria che gli aveva preparato il sacco in cui chiuderlo. Gli starnazzamenti dei costituzionalisti servettero a starnazzare, nemmeno a tenere alto illivello di conflitto. Oggi LEG si è messa a tacere.
    Allora capire, capire, sì per studiare un evento si può. Si può correre all’indietro alla politca coloniale, alla cessione inglese del protettorato ai terroristi dell’Irgun, alla fondazione di Israele, alla guerra fredda, alla divisione in blocchi di influenza ( tra l’altro tale da creare i protettorati sovietici egiziano e siriano) al siluramento di Mossadecq, al canale di Suez,alle sette sorelle, al delitto Mattei. E più indietro, alla pace umiliante di Versailles. Alla Rivoluzione francese. Ogni cosa pone in essere il brodo batteriologico del dopo. Va bene, Io amo la storia. È buona maestra se poi serve a fare. Ma di là dal disappunto che provo per le religioni in genere, mi pare di poter negare che qui si tratti di questo. La discordia sunniti/sciiti si fonda, questo davvero un bambino lo capirebbe, sul potere che gli uni vogliono sugli altri. Il desiderio di potere porta nel bipede al desiderio di sopraffare, non c’è una ragione ma ma per rendere le cose più accettabili alle masse, ammazzarsi per conto di qualcuno che non può intervenire nè pro nè contro aiuta a muoversi. Il mito di Caino la racconta abbastanza bene. In più gioca a favore un altro desiderio, già sperimentato in Europa in passato, quello di redenzione ( si legga in proposito in Musil la nascita del nazismo), purificazione. Ai giovani piace pensare in termini di piazza pulita di nemici. Serve forse a tenere lontano lo spettro delle propria con l’altrui morte. Di redenzione dal cancro dello sfruttamento, della globalizzazione. Parlate con uno di Forza Nuova e vi dirà cose non dissimili dai deliri di ogni tempo, quelli di Al Baghdadi, di Al Queda , delle BR. Delle SS. Se non è zuppa è pan bagnato. Purezza e sangue e terra ( meglio se provvista di petrolio). Guardate che non c’è differenza. Se non, di poco, nel metodo. La religione da Paolo di Tarso in avanti, le religioni laiche eguali in questo, coprono questo minestrone di istanze perverse che in linea di teoria esse dovrebbero rigurgitare per non avvelenarsene. Occorre lodare i nazisti chè da subito si mostrarono per quelli che erano, cauterizzando con il ferro e con il fuoco. Questo tipo di assassini per avere mano libera fanno leva su sentimenti tribali quanto brutali. Da cui quasi nessuno , attenti, è immune. Non è per caso cari miei che risveglino la voluttà dei giovani bianchi in tutto il mondo. Prediligono il nero gl’isisnazi, le teste di morto, e in luogo di pitturarle sui muri e sugli stracci le ritagliano davvero dai busti su cui di solito sono montate. Fa più spettacolo nella società dello spettacolo televisivo, altro che Wagner. Da insegnante il mio ruolo lo intendo di disillusore. So bene che sono i numeri a distinguere Landru da Himmler. Non di meno penso che prima si elimina Himmler prima ci si può accomodare al caffè a discuterne. Non di meno ho il sospetto che eliminare questi qui sarà difficile se non impossibile: è la radicalizzazione di quell’ossessione che oppone Israele agli altri. Dunque è possibile che ci si debba abituare al terrorismo come alla schizofrenia. Per la quale fortunatamente qualcosina si può fare, però. Bah.
    Ciao Diego.

  6. dascola ha detto:

    Ah, dimenticai. L’opposizione tra sunniti e sciiti è tanto tenue e insensata quanto lo era agli occhi di un uomo greco, in sostanza libero cioè, l’opposizione tra monofisiti e trinitari. Sono sciocchezze e sarebbe ora di dirlo. Sciocchezze pericolose e utili a costituire poteri, inquisizioni e camere di tortura. Il concilio di Calcedonia è del 451 d.C. E i cristiani si sono scannati prima, leticati poi per lo meno fino all’alter dì. Dai. Non so che cosa sarebbe successo se in queste diatribe si fossero insinuate potenze straniere come la GIordania o il Bangladesh. Forse qualche delinquente avrebbe fatto saltare un teatro a Calcutta, gridando Gott miti Uns. Questo sì è possibile immaginarlo. Cascess minga, dicevano a MIlano. Variante lombarda de: fatevi li cazzi vostri. Ed è vero, nella querelle islamica l’Accidente non se li è fatti.

    • diegod56 ha detto:

      ti sto leggendo, caro Pasquale, ma ci metterò un po’ a rispondere, per l’abbondanza di questioni e per la mia modesta preparazione su tutto

  7. diegod56 ha detto:

    sì, la questione del potere che, e hai anche ragione, usa il pretesto che offre il bancone della storia; sicuramente l’umano è quello che è (risparmio l’abusata e probabilmente sbagliata citazione di Sofocle sul niente che è più terribile dell’uomo); però io penso, carissimo Pasquale, che la differenza stia nel modo in cui lo si persegue; è come se hai una casa vecchiotta, c’è chi pensa di restaurarla, aggiustarla, ristrutturarla e c’è chi pensa di buttarla giù, radere al suolo, e rifare un bel palazzotto nuovo in vetrocemento; io sono tendenzialmente un reazionario che non ama buttar via il passato, anche nei suoi aspetti un poco desueti e perbenisti, altri invece hanno il furore iconoclasta, si richiamano all’antichissimo per radere al suolo quel che sta nel mezzo; quindi penso che quelli che amano la storia, la tradizione, lo spessore del tempo e dei secoli, sono i meno peggio e sto con loro

  8. dascola ha detto:

    Sai che non ti ho capito. Cos’è che offre pretesto a quale bancone? Chi persegue che cosa? Stai inseguendo un tuo pensiero tacendolo, o non riesco a collegarlo con la metafora del palazzo nuovo e del vecchio. Sono d’accordo sulla conservazione della storia, personalmente, ma non era questo il tema della conversazione. Che sapere è un dovere e che serva a vivere pù che avere a volte è vero, in ogni modo è la scelta che abbiamo fatto tutti. Ma cosa c’entra? Abbracci P.

    • diegod56 ha detto:

      caro Pasquale, pensavo che il tuo fosse un discorso sul potere, che prende a pretesto quel che c’è, ora la religione, ora l’ideologia, ora una concezione mercantile del mondo, ma che in fondo è sempre lo stesso; sul resto ci devo ragionare, a presto

  9. dascola ha detto:

    Sì, attenzione il potere non è che esista come ente, ma come desiderio e godimento. Fantasma forse. Il potere, inteso come organizzazione potente, si crea di conseguenza. E da lì che tutto fa brodo, la religione è un brodo molto batterico. Ma guarda ti suggerisco di leggere questo articolo, http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/23/attentati-parigi-il-generale-fabio-mini-e-una-nuova-guerra-simmetrica-in-cui-isis-sottovaluta-la-forza-di-europa-e-usa/2242204/
    che tarpa le ali a molte disssertazioni sui masimi sistemi, anche alle mie.

  10. diegod56 ha detto:

    grazie del suggerimento, carissimo, ho come la sensazione che tu ci tenga al mio pensiero, è un onore per me

  11. dascola ha detto:

    Non è una sensazione. Siamo in pochi a pensare, bisogna tenersi stretti a dispetto dell’essere vasi di coccio.Have a nice day. P.

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