la gioia e la tristezza

L’amore fisico è gioia pulsante, la pornografia è tristezza.

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8 risposte a la gioia e la tristezza

  1. Pasquale ha detto:

    Mah, se lo dici tu. P.

    • diegod56 ha detto:

      penso caro Pasquale si distingua abbastanza bene la pornografia dall’arte, anche quando essa ha dei contenuti simili all’apparenza, credo sia un senso di tristezza, questo al di là di ogni concezione moralistica (che è altro da una concezione morale)

  2. Pasquale ha detto:

    Diego sì ma dimmi allora se equipari una furibonda scopata a un quadro di Veermer, o di chi più ti piace. Poi, la pornografia non è succedaneo del sesso ma, se mai, una guida all’eccitazione senza oggetto e senza relazione. A meno che l’oggetto sia il soggetto. Peraltro io concordo con Lacan che non esiste rapporto sessuale. DUnque non sottovaluterei la masturbazione. Salvo non sia sintomo, stando a Sigmund, di un disturbo relazionale. Infine la pornografia non ha la pretesa di essere arte, e anche se lo pretendesse le mancherebbe un requisito fondamentale per farsi tale ovvero lo spostamento di realtà, di tempo, di spazio e la sua trasformazione e/o manipolazione (l’arte non è né come, né la vita, ma un ‘altra vita, dove per vita non intendo il vivere). Nella natura morta p.es. questo è piuttosto evidente. Nella pornografia cinematografica peraltro si registra però l’anatomia in movimento su un supporto meccanico. C’è spostamento di realtà , di spazio e di tempo? Forse che sì forse che no. Ma la domanda si esaurisce da sé. Alla pornografia non interessa emozionare o far pensare. CIò detto, come la metti con la letteratura pornografica? Ti piaccia o no De Sade è uno scrittore. Ti piaccia o non ti piaccia lo è stato, modesto ma molto amabile, Restif de la Bretonne. Ma lì, in letteratura lo spostamento di realtà è implicito. SI può discutere sulla qualità, certo: ma nei casi indicati non mancava. Nel caso di tutte le sfumature di grigio è assente. Non è colpa del tema ma del pennaiuolo, pronografico più che pornografico. La tristezza; ohibò si raggiunge anche ascoltando Bohème, ti pare. Forte o debole è una condizione soggettiva, frutto della propria percezione, quasi sempre condizionata. Mi pare che il distinguo stia qui, tra desiderio e piacere individuale e fatti. È un po’ come dire che la musica migliora l’individuo: non è vero ma a te piace pensare così. Pensa dunque a quanto Wagner si ascoltava in Germania e a quante belle canzoncine cantano i coloni israeliani nelle terre occupate. Tutti violinisti e amabili fascisti. Ho paura che se tu conoscessi bene i musicanti, di persona intendo dire, saresti meno entusiasta sulle doti vitaminiche della musica. Oh te ne potrei raccontare. Ma riguardati Il pianista di Polanski.
    Ti torna?

    p.s. credo infine che una rivalutazione per sottrazione del sesso sarebbe opportuna.

  3. diegod56 ha detto:

    certo, caro Pasquale, il termine tristezza è difficile da maneggiare, ho tentato di capire cosa c’è nella pornografia, la banale pornografia dei giornaletti dei nostri tempi o dei siti porno di oggi, che non mi garba

    ovviamente ho una visione delle produzioni artistiche tipica del provinciale, ma morirò così, non ho scampo

    sulla frase di Lacan ho pensato a lungo, credo abbia anche ragione, ma cos’è un rapporto? In fondo è come al telefono: è ovvio che ognuno parla con la sua cornetta, ma la telefonata esiste

    è meraviglioso suscitare commenti come i tuoi, la mia ingenuità è una trappola per commentatori della tua potenza, ogni tanto ne acchiappo uno

  4. poetella ha detto:

    P.s.

    E, comunque, l’amore fisico è gioia pulsante solo se…
    se no è ‘na tristezza infinita!
    ari ;-)

  5. Pasquale ha detto:

    In fondo è come al telefono: è ovvio che ognuno parla con la sua cornetta, ma la telefonata esiste

    Già, così si può tormentare qualcuno con l’illusione della propria simulazione. Ti divertirà sapere che nel mio nuovo lavoro c’è proprio un passo dedicato alla telefonata.

    Diego non mi sopravvalutare: Il fatto è che mi arrangio con la logica. Non come Spinoza ma come un buon investigatore. Annuso lo sfaglio e vedo come convalidarne l’esistenza. Uno sbirro sono.

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